Sabato 31 Gennaio 2026

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Le reazioni

Camere Penali contro Anm: «In Cassazione uno show da comizio, non un confronto»

Critiche durissime all’assemblea dell’Associazione magistrati: «Palcoscenico di consenso, un evento autoreferenziale lontano dall’autorevolezza»

28 Ottobre 2025, 09:12

15 Dicembre 2025, 02:14

Camere Penali contro Anm: «In Cassazione uno show da comizio, non un confronto»

Durissima presa di posizione della Giunta dell’Unione Camere Penali, dopo l’assemblea dell’Anm ospitata nell’aula magna della Corte di Cassazione. «Nell'aula magna della Corte di Cassazione è andato in scena uno spettacolo che avrebbe potuto intitolarsi “Un giorno in Cassazione” più che un confronto sulla giustizia, una rappresentazione di consenso». Secondo i penalisti, l’Anm avrebbe «trasformato il luogo simbolo della terzietà in un palcoscenico, con applausi e slogan degni di un comizio, più che di un dibattito istituzionale».

Nel mirino anche la presenza di Gratteri

La Giunta evidenzia una contraddizione: «Tra i protagonisti anche Nicola Gratteri, sebbene si fosse espresso in maniera netta a favore del sorteggio e non avesse risparmiato critiche alla Anm come pure ha esternato davanti all'assemblea». Una presenza che per i penalisti «ha reso ancora più evidente la contraddizione di un evento pensato per difendere l'indipendenza della magistratura, ma finito per rafforzare l'immagine di una corporazione chiusa e autoreferenziale, più desiderosa di consenso che di autorevolezza».

L’Unione ricorda le parole del Presidente della Repubblica: «Il monito del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, pronunciato nel 2020 dopo l'emersione dello scandalo sulle correnti, suona oggi più attuale che mai: quando denunciò una magistratura “china su sé stessa, preoccupata di costruire consensi a uso interno” e parlò di “comportamenti diffusi che rischiano di compromettere l'autorevolezza e la credibilità dell'ordine giudiziario”». Per i penalisti, quelle parole sono «dimenticate e volutamente cancellate da una magistratura associata ripiegata su sè stessa che cerca di rappresentarsi come salvatrice della Costituzione».

«La giustizia non si difende con gli applausi»

La conclusione della Giunta è netta: «La giustizia, infatti, non si difende con gli applausi né con gli show, ma con l'esempio, la misura e la credibilità, virtù che, a giudicare dallo spettacolo offerto in Cassazione, sembrano oggi in via d'estinzione». E l’avvertimento finale è un’immagine forte: «Quando la giustizia si mette in scena, il rischio è che perda la parte: quella della credibilità».