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Formigoni lascia i domiciliari, insegnerà italiano alle suore straniere

Formigoni domiciliari
L’ex governatore lombardo ottiene l’affidamento in prova ai servizi sociali. Fine pena fissato a marzo 2024
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L’ex presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni lascia i domiciliari: ha ottenuto l’affidamento in prova ai servizi sociali. Nel residuo pena, poco più di un anno, potrà insegnare italiano alle suore straniere che assistono gli anziani disabili nella struttura del Piccolo Cottolengo Don Orione di Milano.

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Formigoni lascia i domiciliari, fine pena fissato a marzo 2024

Lo ha stabilito il tribunale di Sorveglianza di Milano. La misura interrompe la detenzione domiciliare ottenuta nel luglio 2019 dopo che l’ex presidente ha scontato nel carcere di Bollate i primi cinque mesi dei5 anni e 10 mesi della condanna per corruzione nel processo Maugeri. Il fine pena è fissato a marzo 2024, ma la data potrebbe cambiare nel caso in cui continui a beneficiare dello sconto per buona condotta.

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La battaglia dei 5Stelle per il vitalizio a Formigoni

Nel 2021 Formigoni fu al centro delle polemiche dopo la decisione dei “giudici d’appello” del Senato di confermare il diritto alla pensione all’ex “inquilino” di palazzo Madama. Con una manifestazione davanti al Senato i 5 stelle annunciarono battaglia: non solo chiedendo un dibattito in Aula, ma con nuove iniziative. In campo scesero tutti, anche Luigi Di Maio e Giuseppe Conte. All’interno del Consiglio di garanzia, un organo di giustizia domestico, sono stati riassegnati i vitalizi ai condannati. Due forze politiche, Forza Italia e Lega, decisero di riassegnare il vitalizio a condannati del calibro di Formigoni, Dell’Utri, Berlusconi».

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