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VINCENZO DE LUCA, PRESIDENTE DELLA REGIONE CAMPANIA
Vendola? «Ridicola la posizione contro di lui». Decaro? «Assurdo ponga veti». Io ? «Dirò sempre quello che penso, poi mi dedicherò alla poesia». È un Vincenzo De Luca senza freni quello che ieri è comparso nella consueta diretta social e che colpito al bersaglio la qualunque, dal Pd nazionale, spiegando che «i veri cacicchi sono a Roma», ai candidati (veri o presunti) alle Regionali in Puglia, fino al «dibattito sgangherato» attorno alla Campania, in vista della candidatura sempre più vicina di Roberto Fico per il campo largo (con l’avallo, doloroso, dello stesso De Luca).
«Decidono i cittadini, decidono gli elettori se una persona deve proseguire un’esperienza politica o no - esordisce De Luca dimostrando di non aver ancora del tutto digerito la necessità, imposta dalla legge di farsi da parte - Non decidono i cacicchi di Roma, gli unici cacicchi veri sono quelli di Roma».
Secondo De Luca «si sta sviluppando sui canali di informazione un dibattito il più delle volte sgangherato, inconcludente e un po’ volgare sulle elezioni regionali che si terranno il prossimo autunno» perché «nel momento in cui è stato deciso per un’iniziativa discriminatoria del governo Meloni che il terzo mandato era bloccato, dopo che il presidente del Veneto il terzo mandato lo ha finito, dopo che la regione Piemonte ha approvato la stessa legge della Campania ma il governo non l’ha impugnata, a conferma che in Italia dal punto di vista dello stato di diritto siamo a livello di Africa Subsahariana, era evidente che si sarebbero creati dei problemi e dunque oggi il mio problema è molto semplice: fare in modo che non sia buttato a mare il lavoro immane che abbiamo fatto in questo decennio».
Insomma a modo suo il presidente uscente fa capire che è disposto a dare il via libera all’ex presidente della Camera ( dopo aver già vinto la battaglia tutta interna al Pd contro i “rottamatori” del Nazareno Ruotolo e Sarracino), ma con calma, senza alcuna fretta, e a patto che si rispettino alcuni diktat. E dunque, insiste, a patto «che la Campania non perda la sua dignità di nuovo, che non si blocchino programmi enormi che sono in corso di realizzazione e che si mantenga perlomeno una linea di azione, che è stata comunicata da vari politici», ovvero «prima si definisce il programma, poi si approvano le candidature».
Per De Luca «è tutto gossip, è tutto cabaret politico», ma una volta «finito il cabaret» lui tornerà a dire la sua. Come se finora fosse rimasto silente. E chissà se nel cabaret inserisce anche quel che sta accadendo in Puglia, anche se a giudicare dai suoi ragionamenti sulla questione pare proprio di sì.
«La vicenda della Regione Puglia è sconvolgente - ha infatti detto nel corso della diretta social C’è un ipotetico candidato che pone il veto alla candidatura di altri esponenti politici. Io non mi permetterei mai di dire ad altri esponenti politici “tu non ti devi candidare sennò mi fai ombra”, ma è particolarmente ridicola la posizione assunta nei confronti di Nichi Vendola, dirigente di un altro partito e non del Pd, tra l’altro iniziatore di una svolta amministrativa nella Regione Puglia, che decide di fare un’esperienza e di candidarsi».
Insomma il caos pugliese, dove l’ex sindaco di Bari Antonio Decaro sta forzando la mano per evitare che i suoi predecessori Michele Emiliano e Nichi Vendola si candidino, ha valicato i confini della Campania, con De Luca che insiste: «Io continuerò a dire quello che penso. Sempre. Vedrete alcuni esempi delle cose importanti che dobbiamo difendere per il cammino amministrativo che è in corso, ma anche per i programmi futuri della Campania. Poi mi dedicherò anche alle poesie, alla letteratura, alla scrittura».
Ma se il nodo della discesa in campo di Decaro non è ancora stato sciolto, è anche perché nello stesso Pd non si capisce bene il da farsi, con il capogruppo dem in Senato Francesco Boccia, pugliese, che ieri ha invitato all’unità e a «superare i veti a maggior ragione, poi, se diventano veti identitari e, ancora di più, le polemiche strumentali».
Ma l’ex sindaco di Bari, oggi eurodeputato, non sembra disposto a fare passi indietro, anzi. A rincarare la dose il leader dei Verdi, Angelo Bonelli. «Noi di Avs non abbiamo mai posto veti su Antonio Decaro, anzi, confermiamo tutta la nostra stima nei suoi confronti - ha detto - Se oggi nel dibattito pugliese si pone l’ipotesi di Nichi Vendola come candidato alla presidenza della Regione, lo si fa soltanto come eventualità nel caso in cui Decaro decidesse un passo indietro». Come a dire “se ti fai da parte sappiamo già con chi sostituirti”. Non esattamente un attestato di stima.