PHOTO
Sostenitori degli Houthi
Escalation in Medio Oriente: Israele ha colpito obiettivi nella capitale yemenita Sana’a, uccidendo il primo ministro Houthi Ahmed al-Rahawi. A riferirlo sono i media yemeniti Al-Jumhuriya e Aden Al-Ghad, secondo cui Rahawi sarebbe rimasto ucciso in un appartamento insieme ad alcuni collaboratori.
Secondo altri canali locali, l’attacco in cui sono stati presi di mira dieci ministri senior del movimento, incluso il titolare della Difesa, si sarebbe svolto in un momento separato, durante un raduno fuori Sana’a per ascoltare un discorso del leader Abdul Malik al-Houthi.
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha rivendicato la linea dura: «Chiunque alzi una mano contro Israele la perderà».
Le mosse dell’Iran
Nel frattempo a Teheran il parlamento ha avviato la discussione su un piano per il ritiro dal Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp). La decisione, riportata dall’agenzia semi-ufficiale Tasnim, arriva dopo l’attivazione del meccanismo di “snapback” da parte di Regno Unito, Francia e Germania per reintrodurre le sanzioni Onu sul programma nucleare iraniano.
«Queste sono le conseguenze di politiche ostili», ha dichiarato il deputato Hossein-Ali Haji-Deligani, annunciando che la proposta sarà esaminata già domani e potrebbe essere approvata la prossima settimana.
L’incidente in Libano
La tensione resta alta anche lungo il confine settentrionale. Le Forze di difesa israeliane (IDF) hanno ammesso che un loro drone, precipitato nel Libano meridionale, è esploso causando il ferimento di diversi militari libanesi.
Il portavoce Avichay Adraee ha parlato di un «malfunzionamento tecnico» e ha espresso «rammarico per l’incidente», smentendo però la notizia della morte di due soldati libanesi. L’obiettivo dichiarato del drone era un sito di Hezbollah in ricostruzione, “in violazione degli accordi Israele-Libano”.