Donald Trump torna a colpire il fronte dell’immigrazione legale, con una stretta che limita fortemente i visti concessi a giornalisti, studenti e partecipanti a programmi di scambio culturale.

Secondo quanto riportato dal Daily Beast, i corrispondenti stranieri potranno rimanere negli Stati Uniti per un massimo di otto mesi, contro i cinque anni iniziali, poi ridotti a uno con possibilità di proroghe illimitate. La nuova regola consentirebbe una sola estensione, sempre di otto mesi, ma non oltre la durata effettiva dell’incarico.

Per i cittadini cinesi la permanenza massima sarà di 90 giorni, mentre studenti e visitatori in scambio culturale non potranno superare i quattro anni.

Il Dipartimento della Sicurezza interna (Dhs) ha difeso il provvedimento sostenendo che «per troppo tempo le precedenti amministrazioni hanno permesso a stranieri di restare praticamente a tempo indeterminato, con rischi per la sicurezza e costi per i contribuenti».

La misura però ha scatenato proteste tra i media internazionali. «È brutale», ha commentato un corrispondente. Altri l’hanno definita «antidemocratica».

Il discorso di Trump all’Onu

La stretta sui visti si inserisce nella linea dura dell’amministrazione Trump sull’immigrazione, dopo l’avvio di un piano di deportazioni di massa degli irregolari. Una strategia che, secondo i critici, rischia di colpire anche settori vitali come la libertà di stampa, la ricerca universitaria e gli scambi culturali.

Nel frattempo, la Casa Bianca ha annunciato che il presidente Trump interverrà il 23 settembre all’Assemblea generale dell’Onu a New York, mentre Nels Nordquist, uno dei principali consiglieri economici, lascerà l’amministrazione per assumere un ruolo di vertice all’Organizzazione Internazionale del Lavoro a Ginevra.