La Russia non vuole la pace e l’Unione europea deve rafforzare la sua pressione economica e militare su Mosca. È il messaggio lanciato dall’Alta rappresentante per la politica estera dell’Ue, Kaja Kallas, all’arrivo al Consiglio informale dei ministri della Difesa (Gymnich) a Copenaghen.

Attacchi a Kiev e nuova escalation

«Ieri abbiamo assistito ai massicci attacchi a Kiev, colpita anche la delegazione europea. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito, ma questi raid dimostrano che Putin prende in giro qualsiasi sforzo di pace», ha dichiarato Kallas. «La Russia sceglie la balistica invece del tavolo dei negoziati: l’unica cosa che funziona è la pressione».

Sanzioni su energia e finanza

Secondo l’Alto rappresentante, l’Ue sta già lavorando al prossimo pacchetto di misure restrittive: «Tra le opzioni ci sono le sanzioni sull’energia e le sanzioni secondarie proposte dagli Stati Uniti, oltre a misure sui servizi finanziari e sull’accesso ai capitali, di cui Mosca ha disperato bisogno».

Il nodo Iran e il nucleare

Kallas ha affrontato anche il tema del nucleare iraniano, dopo la decisione di Regno Unito, Francia e Germania di avviare il meccanismo per reintrodurre le sanzioni Onu. «Se si legge il Jcpoa – ha detto – è evidente che l’Iran non ha rispettato le condizioni da tempo. Ora abbiamo 30 giorni per cercare una soluzione diversa, anche diplomatica».

Sicurezza e missioni europee

Guardando al futuro, la diplomazia Ue sta discutendo di come modificare il mandato delle missioni esistenti: addestramento, supporto militare e sostegno all’industria della difesa ucraina. «Anche i Paesi neutrali possono partecipare – ha spiegato Kallas –. Riguardo all’invio di truppe, è una decisione dei singoli Stati membri. Alcuni hanno già dichiarato di essere pronti, altri no. Ma è fondamentale prepararci al “giorno dopo”».