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L'ex presidente del Parlamento ucraino, Andriy Parubiy , figura di spicco della rivoluzione di Maidan del 2014 e politico di lungo corso, è stato assassinato a Leopoli. Secondo quanto riportato dal giornalista ucraino Vitaliy Glagola su Telegram, citando fonti della polizia e rilanciato dall'agenzia Unian, Parubiy è stato colpito da otto proiettili nella tarda mattinata di oggi.
Stando alle prime ricostruzioni, il killer si sarebbe presentato sotto le sembianze di un corriere di Glovo . Indossava un casco nero con inserti gialli e si muoveva su una bicicletta elettrica, pubblicato i testimoni oculari citati da Glagola. Dopo aver sparato, avrebbe nascosto l'arma all'interno dello zaino giallo da rider, prima di fuggire.
La polizia ha avviato una caccia all'uomo e mantiene il massimo riserbo sull'identità del ricercato, mentre le pattuglie stanno setacciando la città ei dintorni.
La Procura Generale ucraina ha confermato l'apertura di un'i ndagine per “omicidio volontario” contro ignoti. “È stata aperta un'indagine preliminare sull'omicidio di Andriy Parubiy”, si legge in un comunicato ufficiale diffuso a Kiev. Le autorità hanno fatto sapere che al momento non sono note né le circostanze dettagliate dell'agguato né il movente.
Andriy Parubiy, 53 anni, era una delle figure più note della politica ucraina post-sovietica. Nato a Leopoli, aveva partecipato attivamente alle proteste di piazza Maidan nel 2013-2014, che portarono alla caduta del presidente filorusso Viktor Yanukovich. Parubiy divenne in seguito segretario del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale, incarico che ricoprì nel pieno della guerra nel Donbass.
Dal 2016 al 2019 è stato presidente della Verkhovna Rada, il parlamento unicamerale di Kiev . Considerato un nazionalista convinto e molto vicino ad alcuni ambienti politici occidentali, negli anni ha mantenuto posizioni durissime nei confronti della Russia e dei separatisti filorussi.
Secondo i registri della polizia russa , Parubiy era stato inserito nella lista dei ricercati nel novembre del 2023 . Il ministero dell'Interno di Mosca lo aveva accusato in contumacia di presunte atrocità commesse durante il conflitto nel Donbass nel 2014, quando era al vertice delle strutture di sicurezza.
Il Comitato investigativo russo lo aveva incriminato con l'accusa di responsabilità in azioni militari che avrebbero provocato oltre 1.200 tra morti e feriti. Kiev ha sempre respinto le accuse, considerandole parte della strategia di propaganda e delegittimazione portata avanti da Mosca contro i leader ucraini.
L'omicidio apre una serie di interrogativi non solo giudiziari ma anche politici. Al momento non ci sono rivendicazioni né elementi concreti che indicano la matrice del delitto. L'ombra di una vendetta politica o di un'operazione mirata da parte di servizi segreti stranieri si aleggia inevitabilmente, ma gli inquirenti non confermano alcuna pista.
Le autorità di Kiev hanno espresso cordoglio per la morte di Parubiy. Diversi esponenti politici lo hanno ricordato come “un patriota che ha dedicato la vita alla difesa dell'Ucraina”. Il presidente Volodymyr Zelenskyj, in un breve messaggio pubblicato online, ha parlato di «un crimine vile che non resterà impunito».
Dall'altra parte, media russi e filo-russi hanno rilanciato la notizia sottolineando lo status di “ricercato internazionale” di Parubiy. Secondo alcuni commentatori di Mosca, l'omicidio sarebbe «il risultato delle contraddizioni interne ucraine», mentre altri ipotizzano un regolamento di conti politico.
Il delitto avviene in un momento di forte tensione in Ucraina, impegnata a fronteggiare da oltre due anni l'invasione russa e alle prese con una difficile situazione interna. L'assassinio di un ex presidente del Parlamento, e figura simbolica della rivoluzione di Maidan, rischia di destabilizzare ulteriormente un quadro politico e sociale già fragile.