Egregio Direttore,
ci riferiamo agli articoli pubblicati tra il 10 maggio e il 25 maggio 2023, in merito all’accordo di collaborazione stipulato dalla nostra società e Asmel, avente ad oggetto la diffusione dello strumento Litigation Funding anche tra gli Enti Locali.
Abbiamo chiesto formalmente di poter far valere anche la nostra voce, purtroppo senza alcun riscontro da parte Sua. Il contenuto di detti articoli risulta fuorviante per il lettore in quanto basato su informazioni e affermazioni inesatte. Le chiediamo, pertanto, di voler procedere alle opportune rettifiche, ad evitare la lesione dell’immagine e del prestigio della nostra società, e di tutti i professionisti e i consulenti legali e non di cui, ci avvaliamo.
Non esiste alcuna violazione, da parte di LexCapital, delle norme sulI’Equo Compenso. La affermazione che LexCapital non pagherebbe adeguatamente (o sottopagherebbe) i Legali, di volta in volta incaricati per la gestione dei contenziosi è incredibilmente contraria al vero e frutto di assoluta disinformazione. Non sappiamo quale sia la fonte di tale convinzione, tanto errata quanto facile da smentire anche documentalmente. Né esiste alcuna “mercantilizzazione” dei diritti che “trascinerebbe, dietro di sé la messa a repentaglio dei principi generali del nostro sistema giuridico”.

La cessione della res litigiosa è un istituto giuridico legittimo, riconosciuto nel nostro sistema giuridico. E in particolare la cessione dei contenziosi è da anni praticata nell’ambito delle Procedure Concorsuali e, quindi, sotto la stretta vigilanza e tutela della Magistratura e degli Organi di Vigilanza. Quanto alle ipotesi di presunta violazione di norme di carattere pubblicistico si vuole ribadire che l’Ente Locale associato ad ASMEL è totalmente libero, con propria decisione motivata e circostanziata, di scegliere, di volta in volta, se utilizzare, nei contenziosi, la propria Avvocatura, se selezionare un Legale esterno, nei modi che riterrà, e, in aggiunta, se ragioni di carattere organizzativo, finanziario e di altra natura, debitamente esplicitate e argomentate nei relativi procedimenti amministrativi, lo richiedano e lo giustifichino, anche di avvalersi di una società di litigation funding, mediante cessione della relativa res litigiosa.
Quel che va ribadito è comunque che tutti i Legali vengono regolarmente retribuiti, già nella fase di analisi di fattibilità dell’avvio della fase negoziale/contenzioso, nel pieno rispetto delle Tariffe e, certamente, deII’Equo Compenso.

Da ultimo, non in ordine di importanza, segnaliamo che LexCapital si è dotata, sin dall’avvio delle proprie attività, di un codice Etico e di Autoregolamentazione, che, senza equivoci, risolve a monte molti dei dubbi che la redazione de Il Dubbio ingenera nel lettore.

Giuseppe Farchione


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Intanto è il caso di precisare che, per quel che ci riguarda, non abbiamo alcunché da rettificare, visto che negli articoli che abbiamo dedicato all’accordo tra Enti locali e LexCapital non c’è nulla di sbagliato, nulla che debba essere corretto. Come nostra abitudine abbiamo raccontato i fatti nudi e crudi, e poi abbiamo espresso le nostre preoccupate valutazioni. A dire il vero non solo le nostre ma anche quelle dei vertici dell’avvocatura italiana. Valutazioni che, ne siamo certi, LexCapital non faticherà a riconoscere come legittime e tutelate dall’articolo 21 della Costituzione.
E proprio perché fanatici dei principi della nostra Carta, siamo lieti di ospitare il punto di vista di LexCapital su una questione che ha scosso nel profondo il mondo dell’avvocatura. Ovvero la decisione di oltre 4.100 enti locali soci Asmel di abbattere le spese legali con la cessione del diritto litigioso per i contenziosi attivi e, in alcuni casi, anche passivi.
Insomma, la nostra riprovazione non va certo a LexCapital ma agli enti locali, la cui scelta rischia di vanificare la lunga battaglia sull’equo compenso. E ripetiamo: su questo non c’è nulla da rettificare perché si tratta di una valutazione che la stampa libera ha il diritto-dovere di esprimere. Così come ribadiamo l’idea e la libertà di esprimere la nostra preoccupazione circa il rischio di una “mercantilizzazione dei diritti”, un processo che va avanti da anni e che colpisce la dignità di migliaia di avvocati e che, naturalmente, non riguarda solo questa vicenda.

Il direttore Davide Varì