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Congresso Pd, cambia lo Statuto. E Letta dice basta alle correnti

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Accolto l'ordine del giorno presentato da Madia e Quartapelle: «La sconfitta elettorale frutto dell'attuale struttura del partito»
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Il Pd modifica il suo Statuto, al fine di garantire il rispetto delle modalità di celebrazione del Congresso e di attuare il processo di apertura del partito attraverso la realizzazione di un processo costituente, secondo quanto definito dalla deliberazione della Direzione nazionale riunitasi a Roma il 28.10.2022.

Ad essere modificata è dunque la parte relativa al percorso congressuale, modifica approvata oggi dall’Assemblea nazionale. Possono prendere parte al processo costituente gli iscritti al Partito democratico al 2021 che abbiano rinnovato l’adesione per l’anno 2022, nonché i nuovi iscritti entro la data di celebrazione dei congressi locali; gli iscritti ai partiti e movimenti politici, alle associazioni e ai movimenti civici che con deliberazione dei propri organismi dirigenti aderiscano al processo costituente; i cittadini che affermano la volontà di partecipare al processo costituente, sottoscrivendo l’appello alla partecipazione con una adesione certificata, anche nella modalità online, che può prevedere la raccolta di un contributo volontario a partire dall’importo di 1 euro.

 

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«L’ultimo odg presentato da Madia e Quartapelle lo assumiamo e mi prendo io l’impegno per i punti del dispositivo», ha detto Enrico Letta intervenendo in conclusione dell’assemblea Pd. Il segretario dem ha letto i punti del dispositivo che impegnano l’assemblea a «stabilire una commissione di garanzia per il congresso nominata senza criteri correntizi, composta da dirigenti e personalità del Pd caratterizzati da riconosciuta autonomia, pluralismo culturale e garantendo equilibrio di generi e generazioni» e a «introdurre una commissione programmatica che individui le tematiche chiave attorno cui costruire il percorso congressuale per far sì che sia un vero confronto su ciò che serve al Paese e non una conta correntizia. Queste sono mie dirette responsabilità, me le prendo come impegno. Sulle liste bloccate», ha aggiunto il segretario, «io sono favorevole ma sarà oggetto della discussione sulla quale si impegnerà questa assemblea».

«Il Segretario Enrico Letta, accogliendo il nostro ordine del giorno – hanno commentato Christian Di Sanzo, Marianna Madia, Tommaso Nannicini e Lia Quartapelle -, riconosce, insieme all’assemblea, che la sconfitta elettorale è frutto dell’attuale struttura correntizia del Pd, e che il congresso potrà essere una competizione sana solo se si sciolgono queste correnti. Quello di oggi è solo un primo passo di chiarezza, consapevolezza e trasparenza. Serve una nuova organizzazione del nostro partito che favorisca partecipazione e discussione, che da anni non esistono più».

 

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Sarà sempre possibile aderire al processo costituente – continua il documento – entro la data fissata per la conclusione della fase congressuale di discussione delle piattaforme politico programmatiche con il voto degli iscritti sulle candidature a segretario/a nazionale. Il percorso si svolgerà in tutto il territorio nazionale e attraverso l’organizzazione del Pd estero e sarà coordinato in ogni realtà territoriale dalle federazioni del Partito democratico, che fungono da Comitati promotori costituenti, aprendosi alla partecipazione di rappresentanti dei partiti e movimenti e cittadini che prendono parte al processo costituente, in analogia col Comitato nazionale costituente.

Nell’ambito del percorso costituente, i partecipanti saranno chiamati a esprimersi su una serie di nodi politici essenziali che dovranno riguardare i valori fondanti, la missione, la forma partito e le modalità di organizzazione dell’attività politica, la proposta politica del partito. A tale scopo la segreteria nazionale, su mandato della Direzione nazionale, mette a punto strumenti che facilitino la partecipazione e la discussione nei circoli e consentano l’espressione della volontà di ogni singolo aderente al percorso, anche attraverso la promozione di assemblee aperte, che, a livello centrale e territoriale, potranno essere organizzate anche dal Comitato, dai Comitati promotori costituenti a livello territoriale, dai circoli del Pd, dai soggetti organizzati e dai cittadini che prendono parte al processo costituente.

 

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I partecipanti al processo costituente acquisiscono lo status di iscritti al Partito nel momento in cui partecipano alle operazioni di voto nella prima fase congressuale, ovvero all’atto della presentazione o della sottoscrizione di candidature al congresso, secondo le modalità che saranno disciplinate dal Regolamento per il Congresso, che dovranno comunque prevedere la verifica del versamento della quota di iscrizione. Sono altresì iscritti al Partito coloro i quali, se già iscritti per l’anno 2021, rinnovino l’iscrizione entro le medesime date, risultando così iscritti al Pd per l’anno 2022.

La Direzione nazionale del Pd – prosegue il testo -, su proposta del segretario nazionale, sentita la presidente del Partito, la portavoce della Conferenza delle donne democratiche e il coordinamento dei Giovani democratici e assicurando l’adeguato coinvolgimento dei soggetti che prendono parte al percorso costituente, nomina un Comitato costituente nazionale composto da personalità iscritte e non iscritte al Pd, rappresentative del mondo del lavoro, delle professioni, dell’impresa, della cultura, dell’università e della ricerca, dell’associazionismo, dell’innovazione sociale e ambientale, delle amministrazioni locali, composto secondo criteri di parità di genere, equilibrio generazionale e pluralismo politico, con il compito di redigere il Manifesto dei principi e dei valori fondanti del Partito, a partire dalle positive intuizioni presenti nel manifesto dei valori adottato alla fondazione del Pd.

 

 

La proposta di Manifesto dei valori e dei princìpi recepisce le indicazioni provenienti dai partecipanti al percorso costituente, con particolare riferimento alla consultazione dei territori e degli aderenti, ed è sottoposta all’approvazione dell’Assemblea nazionale costituente. La prima fase del percorso costituente dovrà avere termine entro il 22 gennaio 2023, con l’approvazione del Manifesto dei valori e dei principi da parte dell’Assemblea costituente nazionale aperta agli aderenti al percorso costituente in una percentuale pari al 20 per cento dei componenti, secondo criteri approvati dalla Direzione nazionale del Pd, e con l’indizione del Congresso nazionale costituente e l’approvazione del Regolamento per il Congresso.

La Direzione nazionale nomina il Comitato e la Commissione per il Congresso, indicando altresì i criteri attraverso i quali verrà integrata con i rappresentanti degli aderenti al percorso costituente, entro il limite del 20 per cento del totale dei componenti. La prima fase del percorso costituente dovrà avere termine entro il 22 gennaio 2023, con l’approvazione del Manifesto dei valori e dei princìpi, l’indizione del Congresso nazionale costituente e l’approvazione del Regolamento per il Congresso da parte dell’Assemblea nazionale costituente.

Il Regolamento congressuale – è scritto ancora nel dispositivo approvato – dovrà prevedere che le candidature alla segreteria nazionale dovranno essere presentate entro il 27 gennaio 2023, e che le sottoscrizioni e la loro trasmissione potranno avvenire anche per via telematica. Il successivo procedimento congressuale sarà articolato in due fasi: nella prima fase, da concludersi entro il 12 febbraio 2023, si discutono le piattaforme politico- programmatiche con il voto degli iscritti sulle candidature a segretario/a nazionale; nella seconda vengono convocate le primarie per la scelta del/della segretario/a nazionale tra i primi due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti tra gli iscritti nella prima fase, che si svolgeranno entro il 19 febbraio 2023.

La prima seduta della nuova Assemblea nazionale dovrà tenersi entro la settimana successiva alla data di celebrazione delle primarie. Qualora eccezionali circostanze lo richiedano, ovvero in considerazione delle date in cui si terranno le elezioni regionali, e fermo restando il rispetto della fase costituente, la Direzione nazionale può stabilire modificazioni del calendario congressuale. Per quanto non disciplinato dal presente articolo, si fa riferimento alle norme contenute nello Statuto.

«È inutile nascondere che oggi inizia una fase nuova – ha detto a margine dell’assemblea Francesco Boccia -. Per il Partito Democratico è un momento difficile, ma è proprio da questi momenti che esce fuori la storia di questo partito che è molto più lunga e profonda di quella che viene spesso narrata. Noi abbiamo radici molto profonde e dobbiamo essere all’altezza delle radici che abbiamo. Questo significa consentire ai nostri elettori di partecipare al prossimo congresso costituente e quindi bisogna essere netti e non ipocriti, ma soprattutto è fondamentale in questa fase dirsi tutto. Se abbiamo perso le elezioni è perché ad un certo punto abbiamo fatto scelte sbagliate».

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