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Nel segno di Margaret Thatcher: Liz Truss è la nuova premier britannica

Sovranista, antieuropea, atlantista: chi è l'ormai ex ministra degli Esteri che succede a Boris Johnson
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Liz Truss è la nuova premier britannica, terza donna a ricoprire la carica nella storia del Paese, dopo le conservatrici Margaret Tatcher e Theresa May. È stata votata per succedere al dimissionario Boris Johnson da 81.326 membri del partito dei Tory, che l’hanno preferita all’ex capo del tesoro Rishi Sunak, che ha ottenuto 60.399 voti. La nuova Lady di ferro, così la ministra degli Esteri viene definita dai suoi sostenitori. Domani Truss si recherà a Balmoral per incontrare la regina Elisabetta, e per essere ufficialmente nominata premier, diventando la terza donna a ricoprire l’incarico nella storia del Regno Unito.

Truss ha forgiato la sua immagine su Thatcher. Sono stati diversi i richiami all’ex premier: dalla foto scattata a bordo di un carro armato dell’esercito britannico in Europa orientale (simile a quella della Lady di ferro durante la Guerra fredda) alla camicetta con un fiocco, in stile Thatcher, indossata dalla ministra durante un dibattito televisivo. Truss, 46 anni, è nata a Oxford nel 1975 da un professore di matematica e un’infermiera. Da piccola veniva portata alle proteste anti-nucleare e anti-Thatcher, dove ricorda di aver gridato: “Maggie fuori!”.

Truss ha frequentato un liceo pubblico a Leeds, nel nord dell’Inghilterra, e ha poi studiato filosofia, politica ed economia all’Università di Oxford, dove per un breve periodo ha fatto parte dei liberaldemocratici centristi e ha chiesto l’abolizione della monarchia. Sposata con Hugh ÒLeary, e con due figlie adolescenti, Truss ha lavorato come economista per il gigante dell’energia Shell e per l’azienda di telecomunicazioni Cable and Wireless, e per un think tank di destra, si è impegnata nella politica conservatrice e ha sposato le idee thatcheriane del libero mercato. Si è candidata due volte senza successo al Parlamento, prima di essere eletta nel 2010 nel seggio di Southwest Norfolk, nell’Inghilterra orientale. Al referendum del 2016 sull’uscita del Regno Unito dall’Unione europea si è schierata per il «remain». Ma poi ha fatto parte del governo Johnson, fortemente pro-Brexit, prima come segretaria al Commercio e poi agli Esteri, guadagnandosi le simpatie dei brexiteer del partito conservatore. Come ministra degli Esteri è stata in prima linea nel sostegno all’Ucraina e alle sanzioni occidentali contro la Russia. Ha anche avuto un ruolo di primo piano nel braccio di ferro tra Londra e Bruxelles per gli accordi commerciali post-Brexit.

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