Il Dubbio di oggi

Il Dubbio del lunedì

Liz Truss, chi è la nuova Iron Lady che sogna Downing Street

Sovranista, antieuropea, atlantista, l’attuale ministro degli Esteri ha tutte le possibilità di succedere a Boris Johnson
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Quando le è stato chiesto un suo difetto, Liz Truss, grande favorita a vincere la carica di leader del partito Tory britannico, ha risposto senza esitazione: «Penso di essere un pò implacabile». Ecco la probabile, nuova ’Iron Lady’ a Londra, l’attuale ministro degli Esteri, che ha tutte le possibilità di succedere a Boris Johnson.

I risultati del voto tra i membri del Partito conservatore saranno annunciati domani, lunedì 5 settembre, in un evento pubblico alle 13:30; ma ormai non ci sono quasi più dubbi su chi sarà il vincitore. I sondaggi la danno in ampio vantaggio rispetto al rivale, l’ex Cancelliere dello Scacchiere, Rishi Sunak, rimasto intrappolato nella sua immagine di ricco banchiere e tecnocrate. Sunak era stato, nelle prime fasi delle elezioni, il favorito dei parlamentari conservatori: è un oratore più incisivo ma non è riuscito a conquistare i membri del partito, circa 200mila, che hanno l’ultima parola nella scelta del nuovo leader. Ed ecco dunque che Truss potrebbe passare alla Storia come la terza donna a installarsi a Downing Street, dopo Margaret Thatcher e Theresa May.

Dovrà risollevare le sorti di un Paese che attraversa una crisi così pesante che non si vede dai tempi della Thatcher: un’inflazione ormai a doppia cifra, l’aumento dei prezzi dell’energia che impoverisce milioni di persone, il sistema di immigrazione allo sbando, scioperi che si stanno diffondendo e servizi pubblici chiave, dalle ambulanze alla polizia, in difficoltà crescente. Il suo messaggio in campagna elettorale è stato chiaro: darà la priorità ai tagli alle tasse prima delle «distribuzioni» e gli aiuti; è convinta che le politiche di tagli non saranno inflazionistiche, né danneggeranno i servizi, ma produrranno uno scatto di crescita, che allevierà rapidamente la crisi, visto che decine di migliaia di piccole imprese rischiano il fallimento a causa della bolletta energetica.

Nata il 26 luglio 1975 in una famiglia di estrema sinistra, ha poi virato a destra, prima nel Partito Liberaldemocratico, poi nei Tory, con i quali è diventata deputata nel 2010. Dal 2012 ha ricoperto diversi incarichi ministeriali (Istruzione, Ambiente, Giustizia e Segretario Generale del Tesoro). Ha votato contro la Brexit nel referendum del 2016; ma poi ne è diventata uno dei suoi più convinti sostenitori, negoziando e annunciando i nuovi accordi di libero scambio. Nominata nel 2021 a capo della diplomazia, è stata intransigente con l’Unione Europea nei confronti dell’Irlanda del Nord e, insieme a Boris Johnson, è stata durissima con la Russia dopo l’invasione dell’Ucraina. Vuole essere la vera erede di Maggie: per Truss, Thatcher è un’icona perché «ha trasformato» il Paese in un momento difficile.

Le sue immagini alla guida di un carro armato durante una visita in Estonia nel 2021, con pelliccia e colbacco sulla Piazza Rossa a Mosca quest’anno, sono una chiara emulazione della Thatcher durante i suoi anni al governo. Durante il primo dibattito sulla leadership dei Tory, ha indossato una camicetta bianca con fiocco e un blazer scuro che assomigliava esattamente all’abito della Thatcher in una trasmissione elettorale del 1979. Insomma, nulla lasciato al caso.

Ultime News

Articoli Correlati