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Pechino fa sul serio: spari e 11 missili contro Taiwan. Contromossa Usa: esercitazioni militari intorno alla Cina. Taipei: «Usare l’app per i rifugi antiaerei»

Pechino spari missili Taiwan
Rivendicazione della Cina dopo la visita di Nancy Pelosi: «Si tratta di una provocazione e una violazione della sovranità e dell'integrità territoriale»
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Pechino ordina: spari e missili contro Taiwan. La visita della speaker della Camera Usa Nancy Pelosi a Taipei , nell’isola di Taiwan, ritenuta dalla Cina «una provocazione e una violazione della sovranità e dell’integrità territoriale della Cina», ha provocato reazioni durissime da parte dei cinesi. Avviate, in tal senso, maxi manovre militari intorno all’isola.

«Prendere le contromisure necessarie è una mossa giusta», ha detto Ma Xiaoguang, portavoce dell’Ufficio per gli affari di Taiwan del governo di Pechino. La collusione con forze straniere porterà Taiwan alla «auto-distruzione» e «nell’abisso del disastro», ha aggiunto Ma. Nel frattempo, alcuni giornalisti hanno visto sparare alcuni proiettili nello Stretto di Taiwan, nei pressi di installazioni militari diretti verso il mare e seguiti da pennacchi di fumo bianco. Ma non solo.

Secondo quanto riporta l’agenzia Reuters, la Cina ha lanciato 11 missili balistici Dongfeng nelle acque intorno alle coste nord-est e sud-ovest di Taiwan, a partire dalle 13:56 ora locale, ha annunciato il ministero della Difesa di Taiwan. Taipei ha affermato di aver attivato i relativi sistemi di difesa in risposta al lancio, aggiungendo di condannare l’azione irrazionale della Cina.

Spari e missili, Taiwan risponde a Pechino: «Siamo pronti alla guerra»

«Non vogliamo l’escalation, ma non arretreremo quando si tratta di sicurezza e sovranità». È quanto afferma, in un tweet, il ministero della Difesa di Taiwan in risposta all’avvio delle esercitazioni annunciata della Cina, in rappresaglia per la visita a Taipei di Nancy Pelosi, durante la quale i militari cinesi hanno già sparato nello stretto di Taiwan, come confermato da un comunicato del comando orientale dell’Esercito popolare.  Il ministero della Difesa di Taipei ribadisce di «rispettare il principio di prepararsi alla guerra senza volerla», mentre il ministero degli Esteri esorta la comunità globale a chiedere alla Cina di fermare le attività militari.

L’allarme di Taiwan: droni da guerra sorvolano area non cinese

Il maggiore generale Chang Zone-sung, del Comando dell’esercito taiwanese per la difesa di Kinmen, ha dichiarato che due droni da guerra cinesi in formazione hanno sorvolato l’area dell’arcipelago due volte attorno alle ore 21:00 e 22:00 di ieri. «Abbiamo immediatamente lanciato bengala a titolo di avvertimento e spingerli a invertire la rotta. Sono tornati, sono entrati nella nostra area riservata e li abbiamo dispersi», ha dichiarato l’ufficiale. L’arcipelago di Kinmen, pesantemente fortificato, si trova poco al largo della costa sud-orientale della Cina, al largo della città di Xiamen.

Pechino: «Chi offende la Cina sarà punito»

Le vaghe minacce dei giorni scorsi sono proseguite anche ieri, quando dalla Cambogia il ministro degli Esteri Wang Yi ha ribadito che «chi offende la Cina sarà punito». Il capo della diplomazia di Pechino ha definito la visita a Taipei «una farsa totale». «Queste azioni perverse non altereranno il consenso internazionale sul principio della Cina unica, né la tendenza storica che porterà Taiwan a tornare alla madre patria», ha aggiunto Wang.

Al di là della protesta formale presentata da Pechino, c’è tuttavia ancora da capire in cosa consisterà, concretamente, la risposta cinese alla visita di Pelosi. E una risposta dovrà necessariamente esserci, sia per scongiurare che l’esempio della presidente della Camera dei rappresentanti Usa possa presto essere seguito da altri leader stranieri (come auspicato dalla stessa Pelosi), sia per consentire al presidente cinese Xi Jinping di preservare la propria immagine in vista del Congresso del Partito comunista, in programma a ottobre.

Spari e missili contro Taiwan, le contromisure degli Stati Uniti d’America (e India)

India e Stati Uniti terranno la 18ma edizione dell’esercitazione militare Yudh Abhyas nello Stato himalayano dell’Uttarakhand, non lontano dal confine con la Cina. Lo riferisce l’agenzia di stampa indiana «Pti» citando fonti del ministero della Difesa. Le manovre si terranno dal 14 al 31 ottobre e hanno l’obiettivo di favorire «la comprensione, la cooperazione e l’interoperabilità tra le forze armate» dei due Paesi. Si tratterà, tuttavia, anche di un chiaro messaggio alla Cina, che ha in corso un’accesa disputa territoriale con l’India proprio sull’Himalaya.

Nell’estate del 2020, i due eserciti si scontrarono a colpi di pietre e bastoni nella regione del Ladakh e, malgrado diversi cicli di colloqui tra i vertici delle forze armate, la tensione tra Nuova Delhi e Pechino resta alta. Anche le relazioni tra Cina e Stati Uniti sono ai minimi storici, in particolare dopo la visita a Taiwan della presidente della Camera dei rappresentanti Usa Nancy Pelosi, tra il 2 e il 3 agosto. L’ultima edizione dell’esercitazione si era tenuta in Alaska nell’ottobre scorso.

Taipei: «Usare l’app per cercare la posizione dei rifugi antiaerei»

Il governo della città di Taipei ha incoraggiato i residenti a scaricare un’app che può essere utilizzata per cercare le posizioni degli oltre 5.000 rifugi antiaerei della città, riferisce l’agenzia Cna. L’annuncio è stato fatto poco prima che la Cina lanciasse una serie di esercitazioni militari a fuoco vivo in sei aree marittime vicino a Taiwan.

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