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Ucraina, incontro a Kiev tra Nancy Pelosi e Zelensky

In un video, pubblicato su Twitter da Zelensky, si vede la speaker della Camera Usa giunta in Ucraina con una delegazione di parlamentari
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La speaker della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, Nancy Pelosi, ha incontrato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, a Kiev. Un filmato diffuso dall’ufficio di Zelensky ha mostrato la politica nella capitale ucraina con una delegazione del Congresso, che comprendeva i deputati Jason Crow, Jim McGovern e Adam Schiff. Zelenskyy ha detto alla delegazione: «Siete tutti i benvenuti». Pelosi ha commentato: «Crediamo di essere in visita per ringraziarvi della vostra lotta per la libertà. Siamo su una frontiera della libertà e la vostra lotta è una lotta per tutti. Il nostro impegno è essere lì per voi fino a quando la battaglia non sarà finita». La visita non era stata annunciata. «Gli Stati Uniti sono un leader nel forte sostegno all’Ucraina nella lotta contro l’aggressione russa. Grazie per aver contribuito a proteggere la sovranità e l’integrità territoriale del nostro stato», ha scritto Zelensky su Twitter.

Torna a farsi vivo su Instagram Ivan Luca Vavassori, il fighter italiano arruolatosi volontario nella guerra in Ucraina. Questa mattina è apparsa sul social una nuova storia, questa volta scritta in spagnolo. Il messaggio annuncia la decisione di «andare avanti fino in fondo» e aggiunge: «la mia decisione non piace a molta gente ma è la migliore per me». Vavassori accenna anche alla sua condizione fisica: «Ora sto bene, con qualche dolore, ma di nuovo in forze e pronto a tutto». E conclude con la frase già utilizzata in altri messaggi: «Dio è grande». Nella storia seguono alcune immagini di combattimento con soldati  a piedi e a bordo di carri armati, riprese «insoggettiva» da Vavassori. Ivan Luca Vavassori è figlio adottivo dell’imprenditore lombardo Pietro Vavassori e di Alessandra Sgarella, la donna di Domodossola salita alle cronache nel 1998, quando venne sequestrata e rimase prigioniera per nove mesi della ’ndrangheta. Sgarella morì poi nel 2011 per un male incurabile. Ivan, che nella vita civile faceva il calciatore (è un portiere che ha vestito le maglie delle squadre di serie C del Bra, Pro Patria e Legnano) allo scoppio della guerra in Ucraina si era arruolato per combattere i russi nelle brigate internazionali. Nelle scorse settimane le sue tracce si erano perse e poi si era temuto il peggio per un messaggio sempre su Instagram in cui era stata annunciata la sua morte. Nei giorni successivi era invece riapparso confermando di essere vivo.

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