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Quirinale, Casini e Draghi in corsa. Il centrodestra si astiene. Meloni gioca la carta Belloni (capo dei servizi segreti)

Quirinale
Corsa a due per il Quirinale? Nelle ultime ore sembra che la partita si giochi tra Mario Draghi e Pierferdinando Casini. Cassese rimane la terza opzione
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Oggi quarta votazione per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica. I partiti ancora non hanno scelto il successore di Sergio Mattarella, il più votato nel terzo scrutinio, e trattano sostanzialmente due nomi: Mario Draghi, attuale premier, e Pierferdinando Casini, ex presidente della Camera dei Deputati. Sembra perdere quota il nome del costituzionalista, Sabino Cassese, che Matteo Salvini avrebbe sentito ieri durante l’ennesima giornata campale. La sensazione è che neanche oggi arrivi la fumata bianca. Da tenere in considerazione due aspetti: il M5S e Fratelli d’Italia. Il Movimento non vuole Draghi al Colle, mentre Giorgia Meloni non vuole Casini al Quirinale. La partita, dunque, è difficile.

Quirinale, Meloni irritata con Salvini. Spunta la carta Belloni

Irritazione di Giorgia Meloni nel vertice di centrodestra che ha optato per l’astensione alla quarta votazione sul Quirinale, su cui invece la leader di Fratelli d’Italia aveva chiesto, come ieri, di esprimersi votando un nome dell’area di centrodestra, per superare lo stallo e anche dopo il risultato ottenuto da Guido Crosetto. È quanto si apprende da fonti di centrodestra presenti alla riunione di stamani.

Il centrodestra «deve esercitare la sua golden share» e in ogni caso «Pier Ferdinando non è un nome di centrodestra e non rappresenta un’opzione». È quanto apprende LaPresse da fonti di Fratelli d’Italia. Secondo le stesse fonti il partito di Giorgia Meloni sarebbe pronto a ragionare sulle candidature di Sabino Cassese e Elisabetta Belloni (nella foto), nomi che invece non dispiacerebbero ai “patrioti”.

Quirinale, Tajani da Berlusconi

«Ieri sono stato dal presidente Berlusconi che vi saluta…». Antonio Tajani, a quanto si apprende, avrebbe aperto così il suo intervento alla riunione dei grandi elettori di Fi dopo aver partecipato al vertice di centrodestra che ha deciso di astenersi alla quarta votazione di oggi per il Colle. Il coordinatore nazionale di Fi avrebbe raccontato l’incontro di ieri con il Cav al San Raffaele: Gli ho illustrato, insieme alla Ronzulli la situazione. Ho chiesto al Cavaliere un mandato per trattare. Non abbiamo scelto nessun nome», avrebbe precisato Tajani. Tuttavia, il centrodestra ha deciso di astenersi, prendendo tempo. Secondo le ultime indiscrezioni, Forza Italia avrebbe messo un veto su Draghi. Si cerca un nome condiviso con il centrosinistra

Quirinale, il centrosinistra vota scheda bianca

«Coerentemente con quanto chiesto e fatto nei giorni scorsi, riconfermiamo la nostra immediata disponibilità ad un confronto per la ricerca di un nome condiviso super partes, in grado di rappresentare tutti gli italiani. Nel frattempo in questa votazione voteremo scheda bianca». Lo rende noto un comunicato congiunto del Movimento cinque stelle, Partito democratico e Liberi e uguali.

Quirinale, secondo Bettini deve prevalere il dialogo

«Mi auguro che in queste ore prevalga tra le forze politiche il dialogo, e non la contrapposizione, nella decisiva scelta del Presidente della Repubblica. Prevalga, cioè, quel metodo ricercato con grande coerenza e caparbietà da Enrico Letta, che ha condotto e sta conducendo egregiamente il partito in questo difficile passaggio». Così Goffredo Bettini, dirigente nazionale del Pd, interviene con un post su Facebook sugli sviluppi delle trattative per l’elezione del Presidente della Repubblica.

Quirinale, parla Giuseppe Conte

«Vorrei chiarire che noi abbiamo fatto delle proposte ufficialmente e aperto un confronto perché nessuna colazione può pensare di eleggere un presidente di parte, che non rappresenti tutti. Ora le forze di centrodestra sono riunite, aspettiamo l’esito delle loro riflessioni ma è chiaro che il fatto che già ieri non ci sia stato un confronto non promette bene. Restiamo sempre fiduciosi che si apra la possibilità di un dialogo più serrato per arrivare a una soluzione condivisa». Così il leader M5S Giuseppe Conte arrivando a Montecitorio.

Quirinale, per Schifani voto frammentato

«È la prima volta che vedo un Parlamento così frammentato. Si è creata una situazione in cui alcuni appartenenti ai gruppi non rispondono alle indicazioni. Per non parlare poi che il timore di elezioni anticipate ha aumentato il livello di allerta e attenzione del singolo deputato. Nessuno dei due blocchi ha la forza numerica per indicare un nome vincente. Se a questo aggiungiamo che i 5 Stelle sono il primo gruppo ma si sono frantumati, abbiamo una fotografia di quanto sia difficile trovare una intesa ampia»: Così in una intervista al Giornale di Sicilia il senatore di Forza Italia e ex presidente della Senato Renato Schifani che poi osserva: «Non sottovaluterei i voti presi da Mattarella. È un segnale. Gli fa onore aver detto più volte no a un bis perché non bisogna innamorarsi delle alte cariche o presidenze di assemblee legislative, quando le si ricopre. A meno che ciò non sia richiesto in modo unanime e corale».

Quirinale, Renzi spiega il “no” a Franco Frattini

«Salvini e diversi M5s, dai quali fatico a escludere l’ex presidente del Consiglio Conte, hanno tentato di fare una nuova edizione della maggioranza giallo-verde. Questo è accaduto nella notte tra martedì e mercoledì, quando è emersa la candidatura di Franco Frattini, una candidatura molto seria ma che andava contro la tradizionale impostazione geopolitica dell’Italia». Lo ha detto il leader di Iv, Matteo Renzi, intervenendo a Radio Leopolda.

«In quel momento si è avuta la sensazione che cercassero una riedizione dell’accordo giallo-verde. Non è andata così», ha detto Renzi. «Credo che oggi il centrodestra lascerà passare un altro giro, facendo un tentativo di bandiera e poi domani dovrà scendere a più miti consigli» ha aggiunto Matteo Renzi, esprimendo su Radio Leopolda un parere sulla possibile conclusione della complessa partita per eleggere il presidente della Repubblica, giunta oggi al quarto passaggio. «Non credo che si chiuderà oggi ma domani. Credo che anche oggi sarà un’altra giornata persa», ha detto esprimendo su Radio Leopolda un parere sulla possibile conclusione della complessa partita per eleggere il presidente della Repubblica, giunta oggi al quarto passaggio.

Quirinale, Salvini e le resistenze sul nome di Casini

«Penso che l’elezione sia una cosa importante, prima si fa e certo meglio è, ma non stiamo mica a scegliere le mele…». Arrivando al vertice del centrodestra Matteo Salvini invita alla calma, spiegando che «io sto sentendo tutti» gli altri leader «tutti i giorni, è il mio dovere, è il mio lavoro: porto proposte, ascolto».  «Ci sono venti di guerra, una situazione difficile, penso quindi che Draghi è prezioso dove è, a Palazzo Chigi. No a giochini con il premier», dice il leader della Lega. «Casini? È uno che è stato eletto con il Pd. Una proposta della sinistra», dice Matteo Salvini, entrando al vertice del centrodestra, rispondendo a chi gli chiede se pensa al nome dell’ex presidente della Camera per il Colle.

Quirinale, Romani: «Magari ci fosse Mattarella…»

«Il rischio Mattarella mi sembra una definizione inappropriata, magari ci fosse Mattarella, ma può essere che il presidente non sia più disponibile, come ha più volte dichiarato. Il gioco di oggi è quindi tra due nomi, Draghi e Casini». Lo ha dichiarato il senatore di Forza Italia, Paolo Romani, arrivando a Montecitorio nella mattinata che vedrà la quarta votazione per l’elezione del presidente della Repubblica.

Quirinale, il Foglio conferma l’incontro Cassese-Salvini

«Incontro Salvini-Cassese non confermato? Straconfermato». È quanto scrive, ieri sera tardi su twitter, il direttore del Foglio Claudio Cerasa.

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