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Certo, i tribunali non sono bar. Ma perché dire no al green pass?

Green pass in Italia, da domani scattano nuove regole
DILLO AL DUBBIO. L'avvocato Supino replica ai presidenti dei Coa di Roma, Milano e Napoli intervenuti sul Dubbio sul problema del libero accesso ai tribunali
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Cara redazione,

sono ben lieto che illustri avvocati Presidenti dei COA di Tribunali importanti abbiano avuto modo di intervenire a seguito dell’articolo Del Dubbio sul problema del libero accesso nei Tribunali senza Green Pass e senza tampone.

Non è per fare polemica ma vorrei precisare che non ho mai paragonato i Tribunali ai bar o ai ristoranti anche perché, come certamente è a conoscenza dei Presidenti dei COA di Milano e Roma, i Bar sono situati anche all’interno degli stessi Tribunali per cui è lecita la domanda che chiunque abbia accesso al Tribunale, senza Green Pass o tampone,  non avrebbe poi il diritto di entrare nel Bar per consumare qualsivoglia bevanda. Sono certo che a tali ingressi non vi è alcun controllo di alcun genere con la conseguenza che il virus potrebbe circolare liberamente in palese ed autorizzata violazione della norma sui Bar. Convengo quindi con le affermazioni del Presidente del COA di Napoli Antonio Tafuri che ha colto nel segno affermando che  «se vogliamo realizzare davvero lo stato di diritto, dovremmo essere pronti ad accettare anche nei Tribunali la richiesta del green pass  o tampone». Perché no? Con buona pace e tranquillità per tutti  e con la ripresa della fisiologica attività giudiziaria.

Con cordialità,

Avv. Vittorio Supino 

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