L’EX IDEOLOGO DI FI RACCONTA LA PARABOLA POLITICA DI SILVIO

«Berlusconi è un signore che ormai ha fatto il suo tempo. Lo dico con grande veridicità per la semplice ragione che ho la sua stessa età e non mi piace certo sparare contro i vecchietti, ma a questa età cosa vuoi riformare, non hai più un orizzonte così lungo». La sentenza pesantissima sulla fine della carriera politica di Silvio Berlusconi arriva da Giuliano Urbani, fondatore ed ex ideologo di Forza Italia, nonché ministro della Funzione pubblica nel governo Berlusconi I e dei Beni culturali nel Berlusconi II. Il sogno del grande partito liberale ormai è fallito, del resto, ed è questa la maggiore delusione di Urbani, come riporta l’AdnKronos. Perché «per fare certe cose ci vuole coraggio e un pò di incoscienza, qualità che non vedo da nessuna parte». Ma non solo: «Diciamo che tutta la storia, iniziata circa 30 anni fa, è finita poco bene. E io, invece di fare gesti, del tipo buttare la tessera, ho preferito spiegare personalmente a Berlusconi, unico presente al colloquio Gianni Letta, che non condividevo più il modo in cui concepiva il domani e il futuro. Da qui la scelta di andarmene via. E così ho fatto, correva il 2005». Il più grande errore del Cav? «Il guaio di Berlusconi è che è rimasto un dilettante e non è mai diventato un professionista. Continua a definire la politica un teatrino perché non l’ha mai capita e lo ha dimostrato anche dopo aver creato un suo partito».