Ancora una giravolta in casa Pd lungo la tortuosa strada che porta alle primarie del prossimo 19 febbraio. A fornire l’ennesimo colpo di scena, stavolta, è il sindaco di Pesaro Matteo Ricci che, fino a qualche settimana fa, pareva intenzionato a candidarsi alla segreteria con il benestare della sinistra di Bettini e Orlando che aveva speso parole al miele per lui, prima di affogare nuovamente nelle divisioni interne. Dopo la candidatura di Elly Schlein, che comunque avrà a suo sostegno una parte della sinistra del partito, Ricci ha deciso per il passo indietro e lo ha annunciato durante una conferenza stampa. Del resto, appena qualche giorno prima, il sindaco di Firenze Dario Nardella aveva annunciato il suo sostegno a Stefano Bonaccini, diventando il portavoce della sua mozione. Proprio quel Nardella con il quale Ricci sognava il ticket in caso di candidatura autonoma. «Ringrazio - ha detto Ricci - tutti quelli che mi hanno accompagnato nel percorso di queste settimane. Continuerò a dare un contributo alla sinistra e al centrosinistra, ma non da candidato al congresso del Pd». E dopo l’annuncio del ritiro, la svolta decisa verso il governatore dell’Emilia Romagna per evitare ogni ulteriore equivoco. «Elly Schlein - ha spiegato Ricci - è una grande opportunità per l’allargamento del Pd. Ritengo positiva la sua candidatura alla segreteria nazionale del Partito Democratico, però credo che Stefano Bonaccini, alla guida, sia più forte. Anche per la sua intenzione di rimettere al centro i sindaci». Ricci ha provato anche a fornire qualche spiegazione in ordine ad una scelta che sembra molto meno a sinistra rispetto alle sue originarie intenzioni. «Non nego - ha detto Ricci - che abbiamo idee parzialmente diverse su certi temi, ma se ritroviamo alcuni punti della nostra piattaforma anche nella sua, vorrà dirà che avrà una proposta più spostata a sinistra e questo gli consentirà di essere più competitivo nelle prossime primarie». Il tandem con Nardella, insomma, si riforma ma per dare sostegno alla corsa di Bonaccini che continua a incassare adesioni tra amministratori e primi cittadini. Ultima in ordine cronologico anche quella di un big come Carlo Cottarelli e presto potrebbe avere l’ok dei governatori Emiliano e De Luca, il che costituirebbe un vero e proprio lasciapassare per sfondare al Sud. L’imbarazzo, adesso, aumenta per la sinistra dem di Bettini e Orlando in bilico tra il dover aderire alla proposta Schlein o riuscire, in extremis, a pescare il jolly di una candidatura autonoma. Sfumata la possibilità Amendola, adesso torna a farsi il nome di Gianni Cuperlo, ma il ballottaggio per il congresso sembra essere già segnato.