TRA LE PREOCCUPAZIONI INTERNAZIONALI: TRUMP E TERRORISMO

La ripresa in Italia comincia a dare risultati tangibili. Almeno a giudicare dal sondaggio rivolto agli imprenditori presenti a Cernobbio per il tradizionale Forum di Villa d’Este. I due terzi degli intervistati vedono il fatturato della loro impresa crescere nel 2017. Per la metà di loro, l’anno si concluderà con un incremento del 10%.

Di contro, una flessione superiore al 10% riguarda solo l’ 1,4 per cento dei presenti. Il 35% delle imprese presenti vuole assumere nuovi dipendenti e l’ 11% vuole aumentare l’organico più del 10%. Segnali di ripresa anche sul versante investimenti. Un clima di fiducia percepito anche Gian Maria Gros- Pietro, presidente di Intesa SanPaolo: «È vero, i presenti in sala hanno espresso aspettative buone per ricavi, investimenti e occupazione». Nella crescita, «c’è sicuramente una componente congiunturale che riguarda tutta l’Europa e gran parte economie internazionali», dice. «C’è anche, a mio modo di vedere, una componente strutturale, cioè il fatto che noi abbiamo ridotto la distanza rispetto al tasso di crescita europeo. Ci sono stati periodi in cui siamo stati al di sotto della media, mentre oggi siamo nettamente al di sopra, l’ 1,5% contro il 2,2%».

Ma a Cernobbio i top manager non parlano solo di notizie positive, raccontano anche le loro preoccupazioni. Gli intervistati temono più l’impatto del terrorismo e le implicazioni del fenomeno Trump che i missili lanciati dalla Corea del Nord, il controllo dei migranti e gli effetti dei cambiamenti climatici. L’instabilità in medio Oriente, l’Isis e gli attacchi terroristici rimangono il principale fattore di instabilità ( indicato dal 17,1% del presenti). Subito dopo, col 15,5%, vengono espressi timori sulle implicazioni del fenomeno Trump per gli Stati Uniti e sul mondo del protezionismo ( ad esempio la Brexit). Terzo posto per i rischi legati ai missili lanciati dalla Corea del Nord ( 14,5%). Meno preoccupazione, invece, per i migranti ( 13,9% del presenti l’ha indicato come un problema), per i cambiamenti climatici ( 11,8%).

Ai presenti è stato anche chiesto di individuare quali saranno gli interventi che saranno adottati per prima: in questo caso i migranti sono balzati al primo posto ( 19,6%) seguiti dal terrorismo ( 18,9%).