C’era attesa per la relazione del presidente del Consiglio Conte sul caso rubli e il presunto finanziamento che sarebbe arrivato dalla Russia alla Lega di Matteo Salvini. Un’operazione che come è nota sarebbe stata orchestrata da un personaggio vicino al vicepremier e cioè Giancluca Savoini. Scontata l’assenza del ministro dell'’interno, Conte ha svolto la sua informativa in un clima sostanzialmente tranquillo a  parte qualche interruzione arrivata dai banchi dell’opposizione. Quella del presidente del Consiglio non è stata comunque un difesa d’ufficio di Salvini, anzi all’inizio del discorso ha messo subito le cose in chiaro: «Se oggi sono qui davanti a voi, è in ragione del mio ruolo e del fatto che nutro profondo rispetto che nutro nei confronti di quest'Aula. Non mi sono mai sottratto al confronto con voi. Da questo consesso ho ricevuto la fiducia per l'incarico di presidente del consiglio e in questo consesso tornerò ove maturassero le condizioni per la cessazione anticipata del mio incarico». Tradotto: nel caso di crisi chi la provocherà non pensi di poter tenere in ostaggio il presidente del Consiglio e si deve assumere la responsabilità di quello che succederà. In secondo luogo, Conte ha precisato che rispondeva solo per il suo operato e non certo per quello degli assenti. Un riferimento per nulla velato anche se prevedibile. In diversi passaggi dell’informativa Conte ha tenuto a riferire che «Gianluca Savoini non riveste e non ha rivestito alcun incarico come consulente di membri del governo» e alla cena del 4 luglio scorso in occasione della visita in Italia del presidente russo Putin, era stato invitato esclusivamente su richiesta di Claudio D'Amico, consigliere strategico per le questioni internazionali di Matteo Salvini. La partecipazione, poche ore prima, al Forum italo russo ha dato poi «luogo alla sua partecipazione automatica ai seguiti come per tutti i partecipanti del forum» ha spiegato Conte. Sebbene il premier abbia più volte sottolineato che non nutre nessuna sfiducia nei membri del governo a proposito della linea di politica estera e di schieramento internazionale, determinato è stato lo smarcamento da qualsiasi accostamento all’attività di Savoini, attribuita essenzialmente ai movimenti di Salvini. «La visita a Mosca del 17 e del 18 ottobre è stata organizzata direttamente dal ministero dell'Interno – ha precisato Conte -, con la partecipazione all'assemblea di Confindustria Russia, a cui ha partecipato anche Savoini. Inoltre risulta presente in una missione ufficiale a Mosca del 15-16 luglio 2018 a seguito del vicepremier Salvini». Altro passaggio significativo è quello nel quale il presidente del Consiglio ha ricordato che su caso Rubli c'è un'inchiesta aperta dalla Procura di Milano nella quale, «come noto, Savoini risulta tra gli indagati"».