L’asse della maggioranza torna a scricchiolare sulla questione più sensibile degli ultimi mesi: il rinnovo degli aiuti militari a Kiev, da approvare con un nuovo decreto a inizio 2026. I dubbi della Lega, emersi dopo il caso corruzione che ha coinvolto figure istituzionali ucraine, alimentano un confronto sempre più teso dentro il centrodestra. Il Partito democratico non perde l’occasione di incunearsi nella frattura. La deputata Lia Quartapelle parla di “ambiguità vergognosa” del Carroccio e chiede al governo Meloni di arrivare subito in Aula con un decreto “senza modifiche o tentennamenti”.

Il senatore Filippo Sensi rincara: «Non si accettano contributi al ribasso sull’Ucraina. Il governo balbetta mentre Kyiv affronta la sua ora più lunga». Un messaggio in sintonia con le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, secondo cui «la guerra di aggressione è un crimine» e il sostegno ai popoli aggrediti «non deve arretrare di un millimetro». Un richiamo che il presidente del Copasir Lorenzo Guerini definisce «indirizzato soprattutto a chi ha responsabilità politiche».

Borghi provoca, Crosetto risponde: botta e risposta sui social

Il clima nella maggioranza si scalda. Il senatore leghista Claudio Borghi lancia una provocazione che accosta la crisi ucraina al caso Venezuela: «E se gli USA attaccassero il Venezuela? Manderemmo dodici pacchetti di armi a Maduro?». La replica del ministro della Difesa Guido Crosetto è immediata e tagliente: «Puoi stare tranquillo, Claudio. Gli USA non hanno mai invaso una nazione per occuparne stabilmente il territorio. E soprattutto, in Russia un tuo post simile non sarebbe possibile». Poi l’affondo: «Mi ostinerò a difendere il tuo diritto di dire ciò che vuoi, sempre». Un confronto acceso che rivela posizioni distanti dentro il perimetro del governo.

Kyiv sotto attacco, Mosca rivendica avanzate e nuovi target energetici

Sul terreno, la guerra continua a cambiare ritmo. Nella notte a Kiev risuonano gli allarmi anti-aerei, mentre le autorità ordinano alla popolazione di rifugiarsi nei bunker. Un nuovo attacco russo ha danneggiato una centrale solare nella regione di Odessa, colpendo ancora una volta le infrastrutture energetiche ucraine. Mosca rivendica inoltre la conquista dei villaggi di Mala Tokmachka e Rivnepillia nell’area di Zaporizhzhia.

Zelensky rafforza gli alleati: accordi con Francia e Grecia

In risposta, il presidente Volodymyr Zelensky annuncia un’intesa con la Francia per potenziare l’aviazione da combattimento e consolidare le difese aeree ucraine. Accordo che comprende anche la ripresa dei negoziati e degli scambi di prigionieri. Zelensky vola poi in Grecia, dove firma un patto per la fornitura di gas naturale liquefatto dagli Stati Uniti a partire da gennaio. Fino ad allora sarà Atene a coprire il fabbisogno energetico invernale dell’Ucraina.