A DALLAS IL PRIMO MINISTRO UNGHERESE INFIAMMA LAPLATEA REPUBBLICANA

'Meno drag queen e più Chuck Norris'. Quando, il 4 agosto, il primo ministro ungherese Viktor Orban ha pronunciato questa battuta davanti la platea del Conservative Political Action Conference ( evento annuale a cui partecipano attivisti e politici repubblicani e che negli anni ha ospitato Ronald Reagan, George W. Bush e quest'anno Donald Trump) a Dallas, il pubblico è scoppiato in una vera e propria ovazione.

Il premier magiaro ha sciorinato tutto il campionario di concetti ultra conservatori in materia di famiglia, razza e collocazione internazionale. In un passaggio del suo discorso ha citato la costituzione ungherese che sancisce come unico matrimonio legittimo quello tra un uomo e una donna, ha attaccato Barack Obama per le sue politiche in materia di immigrazione e naturalmente demolito George Soros le cui attività sono praticamente state bandite in Ungheria.

Zucchero per i palati repubblicani e per Trump che su elementi molto simili aveva costruito la sua campagna presidenziale nel 2016. L'invito a parlare per il capo del partito al potere, Fidesz, è arrivato però in un momento particolare. Pochi giorni fa, alla fine di luglio, Orban aveva pronunciato un discorso in Romania, in una zona dove risiede una vasta comunità ungherese. Dalle sue parole è emersa una posizione, non solo anti immigrati, ma dai toni fortemente razzisti. Per Orban infatti i popoli europei dovrebbero essere liberi di mescolarsi tra loro, ma che mescolarsi con i non europei ha creato un ' mondo di razza mista'. Una rivendicazione di purezza etnica, quasi genetica, che ha provocato le dimissioni, dal suo incarico nel ministero per l'inclusione sociale, della sua storica consigliera, la sociologa ebrea e di sinistra Zsuzsa Hegedus, che ha condannato pubblicamente le osservazioni, bollandole come “un puro testo nazista, degno di Joseph Goebbels”, il capo della propaganda di Hitler. A catena sono arrivate le proteste del Comitato Internazionale di Auschwitz e del ministro degli Esteri rumeno. La difesa di Orban è stata classica ' le mie parole sono state travisate'. L’opportunita di parlare a un evento internazionale e dunque stata sfruttata per ribadire che “un politico cristiano non può essere razzista' e coloro che lo considerano tale o antisemita sono ' semplicemente idioti”. Naturalmente Orban ha usato tutta la retorica possibile contro la stampa di sinistra, globalista. Ma probabilmente il premier magiaro ha tentato di costruire un ponte con Trump riguardo la sua posizione in Europa e nella Nato di cui l'Ungheria fa parte. Non e un mistero che nella Ue Orban e isolato per le sue posizioni materia di diritti sociali e politici, non a caso in un passaggio del suo intervento ha arringato i sostenitori repubblicani: “Dobbiamo riprenderci le istituzioni a Washington e a Bruxelles”, ha detto. “Dobbiamo coordinare il movimento delle nostre truppe, perché affrontiamo la stessa sfida”.

E poi un consiglio diretto a Trump in vista delle elezioni Usa nel 2024: “Hai due anni per prepararti”. La guerra in Ucraina ha messo ancora di più in luce non tanto l'assonanza con i conservatori Usa, quanto il ruolo di guastatore all'interno delle istituzioni internazionali al pari dell'ex inquilino della Casa Bianca. Orban infatti anche appartenendo all’Alleanza atlantica si e opposto all'invio di armi all'Ucraina, Putin ha salutato con calore la sua rielezione e l'Ungheria non ha aderito alle sanzioni alla Russia, anzi mentre si discuteva dello stop all'importazione di idrocarburi a Bruxelles, i suoi ministri sono volati a Mosca per contrattare un aumento delle forniture.