Sono tornati in piazza contro i cambiamenti climatici. L’onda verde ha percorso anche oggi le strade delle città italiane per il nuovo Global Strike for Future, lo sciopero planetario ispirato dall’attivista svedese Greta Thumberg. Iniziative sono state organizzate in 110 nazioni, tra queste proprio l’Italia è una delle più attive. A Roma, Milano, Bologna e in altri capoluoghi moltissimi studenti si sono dati appuntamento per partecipare ai cortei. [embed]https://youtu.be/VjH-FnMIVSg[/embed] La consapevolezza tra i più giovani è ormai chiara, rimane poco tempo per salvare il pianeta. Gli allarmi degli scienziati confermano sempre di più che i cambiamenti climatici, i fenomeni estremi, sono frutto delle attività dell’uomo. Lo stesso segretario generale dell’Onu ha avvertito del pericolo. La soluzione, secondo i manifestanti,  è riposta in un drastico cambio di rotta e in un nuovo modello economico che, per prima cosa, azzeri le emissioni nocive. Un pensiero comune che si poteva leggere su cartelli e striscioni anche se colorati ed ironici. Ma i cambiamenti climatici riguardano anche la democrazia, la possibilità per i cittadini di decidere del loro futuro a partire dai giovani. Nel corteo di Roma, Marco coordinatore nazionale di Extinction Rebellion ha le idee chiare: «chiediamo ai governanti di dire innanzitutto la verità, portare a zero le emissioni di CO2 entro il 2015 e non il 2035 o 2050. Crediamo che ci sia un problema di democrazia in questo modello di società e vogliamo che siano le persone a decidere sulle questioni ambientali e climatiche che li riguardano più da vicino attraverso assemblee popolari».