Adolfo Urso, senatore di Fratelli d’Italia e presidente del Copasir, spiega che «il programma del centrodestra è chiarissimo nel continuare a sostenere la resistenza Ucraina come ha sempre indicato Fratelli d’Italia, con coerenza e responsabilità, anche dall’opposizione» e che «anche le sanzioni fanno parte di questa strategia concordata con i nostri partner europei e i nostri alleati occidentali».
Il programma del centrodestra è chiarissimo nel continuare a sostenere la resistenza Ucraina come ha sempre indicato Fratelli d’Italia, con coerenza e responsabilità, anche dall’opposizione. Anche le sanzioni fanno parte di questa strategia concordata con i nostri partner europei e i nostri alleati occidentali. Ovviamente, siamo consapevoli che esse hanno conseguenze anche nel nostro sistema produttivo a cominciare dal costo dell’energia: per questo chiediamo che l’Europa applichi il price cap a cui ancora si oppongono alcuni paesi del Nord e che sia applicata una misura compensativa significativa a sostegno di famiglie e imprese. Aggiungo che la destra italiana ha sempre, in ogni contesto, condiviso la scelta atlantica, così come i nostri alleati. Non possiamo dire la stessa cosa della sinistra, come riemerge anche nei profili dei suoi più giovani candidati.
No. Basti pensare che il commissario Gentiloni ha dovuto ammettere che la nostra proposta di adeguare il Pnrr alle mutate condizioni del momento è fattibile. Essa poggia esattamente sull’articolo 21 del regolamento, e che si lega al cambiamento improvviso rappresentato dalla guerra in Ucraina. Insomma, una richiesta di buon senso che molti Paesi europei stanno seguendo.
Il partito che prenderà più voti indicherà il presidente del Consiglio ma nella lista dei ministri sono convinto che ci saranno anche personalità esterne al Parlamento che condividono il nostro programma e quindi il nostro contratto con gli elettori. Faccio notare che la sinistra italiana era unita solo dalla condivisione del potere, cioè dai ministeri. Quando il governo Draghi è caduto per la determinazione dell’ex presidente del Consiglio Conte, si sono divisi in tre tronconi perché non hanno un programma da sottoporre insieme agli elettori: il Pd di Letta si è arroccato a sinistra con Speranza, Fratoianni, Bonelli e Bonino, mentre Renzi e Calenda hanno cercato un’autonoma via riformista e, infine, il M5S che ripropone una sinistra massimalista. Tre sinistre divise su tutto senza una leadership riconoscibile e con posizione diverse e contrapposte sull’economia e sulla politica estera.
Noi siamo garantisti, sempre e comunque, ma anche convinti assertori che una giustizia giusta debba essere veloce nelle sentenze garantendo il principio della certezza della pena. Siamo sempre stati contrari alle pene alternative, che rappresentano un’elusione delle stesse pene da scontare. E sempre in tema di certezza della pena riteniamo che riguardo i detenuti immigrati, circa il 30 per cento della popolazione carceraria, debbano scontare le pene nei propri Paesi d’origine.
Noi siamo stati i primi ad affermare che dovevamo raggiungere la piena sovranità energetica e che avremmo dovuto liberarci dalla dipendenza dalla Russia. Il Copasir, che presiedo, già nella relazione al Parlamento sulla sicurezza energetica del 14 gennaio aveva chiesto a governo e forze politiche di assumere decisioni in tal senso per realizzare un Piano di sicurezza energetica nazionale al fine di liberarci da questa sudditanza, ripeto 40 giorni prima dell’invasione russa, nel quadro delle nostre alleanze occidentali. Nessuno può darci lezioni in questo campo. Noi sappiamo quali siano i nostri interessi nazionali e quale sia il ruolo che l’Italia può e deve svolgere in Europa e nella Nato.
Giorgia Meloni fin dall’inizio ha insistito sulla necessità che il programma non fosse un libro dei sogni. Da qui è nato un programma, sottoscritto da tutte le forze politiche, che prevede alcuni interventi immediati, tra i quali la flat tax sui redditi incrementali, l’estensione della tassazione agevolata sull’Iva da 75mila a 100 mila euro, agevolazioni fiscali per chi crea nuova occupazione, il taglio del cuneo fiscale, l’aumento dei fondi a sostegno delle famiglie. Tutte proposte realizzabili e concrete che seguono una logica ben precisa: sostenere il lavoro e la produzione e combattere l’assistenzialismo.