Lunedì 05 Gennaio 2026

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Lega- M5S, se il litigio fa da collante

E se il binomio populismo- sovranismo che ha espugnato palazzo Chigi non foss’altro che quest’infinita teoria di scontri tra forze l’una all’altra irriducibili eppure costrette ad una coabitazione tanto obbligata quanto esplosiva?

07 Maggio 2019, 20:05

12 Dicembre 2025, 13:51

Lega- M5S, se il litigio fa da collante

E se fosse proprio così, la cosiddetta Terza repubblica? E se il binomio populismo- sovranismo che ha espugnato palazzo Chigi non foss’altro che quest’infinita teoria di scontri tra forze l’una all’altra irriducibili eppure costrette ad una coabitazione tanto obbligata quanto esplosiva? E se alla fine tutto si riducesse ad una maggioranza che contiene ( e sviluppa) dentro di sè l’opposizione però con la seconda che via via annichilisce e desertifica la prima, in un crescendo polemico che non è anticipazione della rottura bensì naturale condizione di una innaturale accoppiata? Impossibilitata all’osmosi e alla sintesi e tuttavia forzosamente stabile? Se insomma fosse il litigio e non la stabilità il collante unico e vero dell’intesa, anche personale, tra i leader di Lega e M5S?

Domande apparentemente paradossali che però diventa obbligatorio prendere in considerazione alla luce dell’andamento di un anno di governo gialloverde: perennemente in bilico sull’orlo della crisi ma senza mai produrre sbocchi, né riunificanti né distruttivi. Domani è previsto il Consiglio dei ministri che dovrebbe mettere la parola fine alla vicenda Siri. Oppure direttamente al governo, con i ministri leghisti pronti a votare contro. Una rebus apparentemente insanabile e che tuttavia per molti non provocherà la crisi, nettamente smentita sia da Matteo Salvini che da Luigi Di Maio. Ma non determinerà neppure la pace. E la possibilità è che il copione si riproponga pure dopo il fatidico 26 maggio, alba di un Armageddon sempre pronto a scattare ma che - per alcuni fortunatamente, per altri sciaguratamente - non arriva mai.

Forse la realtà è che ognuna delle due forze di maggioranza mette al primo posto i propri interessi e tranquillamente ritiene che stando al governo possono essere perseguiti di più e meglio che stando all’opposizione. E’ il peccato originale di un Contratto di governo dove sono state messe nero su bianco, a metà tra sommatoria e avventura, il pugno di cose da ambedue non così indigeribili, immaginando che fungessero da cemento e derubricando tutte le altre. E’ accaduto il contrario. Ma non accade che il disordine crescente provochi la deflagrazione conclusiva. Così la divaricazione continua, la perpetua ebollizione fa da mastice. E la domanda: Fino a quando? scolora.