IE LA PRESIDENTE CASELLATI “SGRIDA” IL GOVERNO

Un’Italia in zona tramonto, con dieci giorni “rossi” e quattro “arancioni”. Il Consiglio dei ministri arrivato al termine di una giornata iniziata con il vertice di maggioranza e proseguita con la videoconferenza Stato- Regioni ha deciso di far passare la linea dura portata avanti dal ministro della Salute, Roberto Speranza, e dal ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia. D’accordo anche il ministro per i Beni e le Attività culturali e capodelegazione del Partito democratico, Dario Franceschini, che già nei giorni scorsi aveva esortato a prendere “misure più rigorose in vista delle festività natalizie”. Italia in zona rossa, dunque, dal 24 al 27 dicembre compresi, dal 31 dicembre al 3 gennaio compresi e il 6 gennaio; arancione il 28, 29 e 30 dicembre e il 4 gennaio. Unica deroga al blocco totale è lo spostamento di massimo due persone, senza contare gli under 14 e disabili, che dunque, almeno in teoria, potranno raggiungere altre abitazioni. Nelle giornate arancioni inoltre ci si potrà spostare se residenti in comuni con meno di 5mila abitanti per un massimo di 30 chilometri.

Una babele di misure, inserite nel decreto legge, “necessarie a prevenire la terza ondata di contagi”, ha detto Speranza ammonendo sul fatto che l’indice di trasmissibilità del contagio ( Rt), sceso fino a 0,82 la scorsa settimana, è tornato a salire a quota 0,86. Uno degli aspetti del quale si è discusso durante il vertice riguarda gli spostamenti dei minori, perché il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, avrebbe voluto includere tara i due familiari non conviventi che possono raggiungere altre abitazioni anche gli under 18, ma la sintesi si è raggiunta mettendo il limite a quattordici anni. L’ex ministro dell’Interno e leader della Lega, Matteo Salvini, si è “autodenunciato” dicendosi pronto a uscire di casa il giorno di Natale “per portare cibo ai senzatetto”, mentre la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha definito il governo “cinico e irresponsabile”. Multe da 400 a mille euro per chi viola le disposizioni e da cinque a trenta giorni di chiusura per i negozi che non rispetteranno le regole.

Prima del Consiglio dei Ministri aveva fatto discutere l’ammonimento della presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati, in occasione degli auguri di Natale alla stampa parlamentare. “A dieci mesi dall'inizio della pandemia, troppi sono i ritardi, le indeterminatezze e le disomogeneità nella riorganizzazione sanitaria - ha detto Casellati - Sono errori che non possiamo permetterci di ripetere rispetto alla grande sfida che tutti attendiamo dalla distribuzione dei vaccini anti- Covid. In tanti settori, non solo nella sanità, l'incertezza con cui il Paese si muove è ciò che preoccupa di più i cittadini”. Un’incertezza che la seconda carica dello Stato attribuisce alle troppe ambiguità del governo, definendo “incomprensibile” il fatto che “gli italiani non sappiano come comportarsi”, chiedendo “regole anche ferree, ma certe”.

Ma oltre al periodo natalizio è anche il weekend appena iniziato a spaventare chi monitora quotidianamente i contagi, visti grandi spostamenti previsti per il ritorno a casa di lavoratori e studenti. A spostarsi sarà circa un milione di persone, e i rischi maggiori sono nella stazioni ferroviarie e negli aeroporti, dal momento che treni e aerei fanno registrare il tutto esaurito e quei pochi biglietti ancora disponibili hanno ormai pezzi astronomici. Per scongiurare il rischio assembramenti saranno in campo 70mila agenti del personale delle forze dell’ordine, e gli spostamenti tra alcuni regioni, almeno per qualche ora, sa- ranno più facili. Solo per domani infatti, visto che da lunedì entrerà in vigore il divieto di spostamenti tra regioni, Campania, Toscana e Valle d’Aosta dovrebbero tornare zone gialle, mentre resta in zona arancione l’Abruzzo.

Intanto il Senato ha convertito in legge il decreto “Immigrazione”, che sostituisce i vecchi decreti Sicurezza voluti da Salvini. Anche ieri i senatori leghisti hanno cercato di ostacolare l’iter del voto, tanto che uno dei questori del Senato e un commesso sono finiti in infermeria, ma alla fine l’Aula si è espressa votando la fiducia al governo con 153 sì, quattro contrari e due astenuti. Il centrodestra non ha partecipato al voto.