OK SISTO E CUCCHI, FUORI PILLON

Su queste pagine li abbiamo intervistati spesso, ci hanno guidati tra i provvedimenti delle commissioni di competenza, hanno tracciato i possibili scenari su giustizia e carceri: erano e lo saranno sicuramente ancora per qualche giorno – i deputati e senatori frontman/ frontwoman dei partiti sui temi a noi cari. Ma sono stati rieletti? Chi ritroveremo nel nuovo Parlamento? Quali, dunque, saranno i nostri prossimi interlocutori? Prima di rispondere è bene ribadire che col taglio dei parlamentari il numero dei membri delle commissioni cambierà, ma conosceremo i dettagli nelle prossime settimane. Intanto il Senato ha già cambiato il regolamento, riducendo da 14 a 10 le commissioni permanenti ( la Commissione giustizia tuttavia non verrà accorpata ad altre). Chi entra e chi esce: ecco tutti i nomi del pianeta Giustizia

Bongiorno e Nordio in pole per via Arenula, saltano Pillon e Perantoni: la nuova geografia del Parlamento

Su queste pagine li abbiamo intervistati spesso, ci hanno guidati tra i provvedimenti delle commissioni di competenza, hanno tracciato i possibili scenari su giustizia e carceri: erano - e lo saranno sicuramente ancora per qualche giorno – i deputati e senatori frontman/ frontwoman dei partiti sui temi a noi cari. Ma sono stati rieletti? Chi ritroveremo nel nuovo Parlamento? Quali, dunque, saranno i nostri prossimi interlocutori?

Prima di rispondere è bene ribadire che col taglio dei parlamentari il numero dei membri delle commissioni cambierà, ma conosceremo i dettagli nelle prossime settimane. Intanto il Senato ha già cambiato il regolamento, riducendo da 14 a 10 le commissioni permanenti ( la Commissione giustizia tuttavia non verrà accorpata ad altre). Cosa che però non ha ancora fatto la Camera. Un altro problema che si porrà è quello delle commissioni bicamerali, che non sarà facile far funzionare con un terzo degli eletti in meno.

Tornando ai nostri interlocutori, per Fratelli d’Italia abbiamo la riconferma alla Camera del responsabile giustizia Andrea Delmastro delle Vedove e dell’onorevole Carolina Varchi, e di Alberto Balboni al Senato.

Per la Lega sono stati confermati la responsabile giustizia Giulia Bongiorno, possibile futura Guardasigilli, il senatore Andrea Ostellari, attuale presidente della commissione, Jacopo Morrone alla Camera, Manfredi Potenti che approda invece a Palazzo Madama. Non ci sarà più il senatore Simone Pillon.

Infine, per la coalizione di centrodestra, resistono in Forza Italia Francesco Paolo Sisto, attuale sottosegretario alla Giustizia, eletto in Senato, così come il suo collega, attualmente deputato, Pierantonio Zanettin e l’avvocato Anna Maria Bernini, sempre alla Camera Alta. I nomi di Sisto e Bernini circolano anche tra quelli dei nuovi possibili responsabili del ministero della Giustizia, come successori di Marta Cartabia. Non ce la fa invece la senatrice Fiammetta Modena.

Il Partito democratico perde Monica Cirinnà ma la “squadra giustizia” dovrebbe essere tutta confermata: si trasferisce al Senato l’attuale deputato Walter Verini, tesoriere dem, che troverà Anna Rossomando, riconfermata insieme ad Andrea Giorgis, sottosegretario alla giustizia del Conte 1, tra i pochissimi democratici ad essere eletto all’uninominale, e a Dario Parrini, primo firmatario di un disegno di legge per la modifica dell’abuso d’ufficio. Dovrebbero essere senatori, ma manca ufficialità, anche Alfredo Bazoli e Franco Mirabelli.

Torna a Montecitorio per un altro mandato Enza Bruno Bossio, sostenitrice, anche spesso in una posizione diversa da quella ufficiale del partito, di una riforma dell’ergastolo ostativo pienamente rispondente alle indicazioni della Corte costituzionale.

Invece il deputato uscente di Leu Federico Conte, salernitano, aveva rinunciato alla possibilità di un bis. Sempre di Leu, non si è ricandidato l’ex magistrato Pietro Grasso. Per quanto concerne il Movimento 5 Stelle, non ce l’hanno fatta l’attuale presidente della Commissione giustizia della Camera, Mario Perantoni, e il suo collega Eugenio Saitta. Giulia Sarti, Alfonso Bonafede e Vittorio Ferraresi, come già vi avevamo raccontato, non si sono candidati per il vincolo del doppio mandato. Confermate le deputate Stefania Ascari, Carla Giuliano, Valentina D’Orso e il senatore della commissione antimafia Marco Pellegrini che rientra da deputato.

Per il Terzo Polo viene confermato Enrico Costa, responsabile giustizia di Azione, alla Camera, insieme a Maria Elena Boschi, avvocato e presidente dei deputati di Italia Viva, e Roberto Giachetti, assiduo presentatore di interrogazioni parlamentari sulle carceri su mandato della radicale Rita Bernardini.

Per conoscere i destini di Lucia Annibali e Cosimo Ferri bisognerà attendere i risultati definitivi, per eventuali effetti “flipper”. Eletto anche Riccardo Magi, attuale membro della commissione Affari Costituzionali, per + Europa. In questa commissione si dovrebbe giocare la partita per la separazione delle carriere, riprendendo la discussione della proposta di legge di iniziativa popolare dell’Unione Camere penali. Mentre della stessa commissione non passa il professor Stefano Ceccanti del Pd. Invece, tra le new entry, coloro che potrebbero occuparsi di giustizia, esecuzione penale, antimafia ci sono Ilaria Cucchi, eletta al Senato nella coalizione di centro sinistra, l’ex magistrata Simonetta Matone, che lascia il Campidoglio per sbarcare alla Camera nelle fila della Lega, l’ex procuratore Carlo Nordio, eletto con Fratelli d’Italia a Montecitorio che, se non diventa ministro a Via Arenula, potrebbe puntare alla presidenza della Commissione giustizia. Ma ci sono anche i pentastellati e ex magistrati Federico Cafiero De Raho e Roberto Scarpinato, eletti rispettivamente alla Camera e al Senato.