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Conflitto aemato in Myanmar
La giunta militare del Myanmar ha designato l’Unione nazionale Karen (Knu), uno dei più antichi e potenti gruppi etnici ribelli, come organizzazione terroristica.
La decisione, annunciata dalla televisione di Stato “Mrtv”, rende illegali tutte le attività del movimento e delle organizzazioni affiliate. Il Comitato centrale anti-terrorismo accusa la Knu di aver provocato “gravi danni alla sicurezza pubblica, a infrastrutture e proprietà”.
Un conflitto lungo oltre 70 anni
La Knu combatte per l’autonomia dal governo centrale dal 1948, anno dell’indipendenza dalla Gran Bretagna. Dopo il colpo di Stato militare del febbraio 2021, il gruppo ha intensificato gli scontri nello Stato di Karen, addestrando giovani civili alle tattiche di guerriglia e unendosi ad altre milizie etniche contro l’esercito.
Criminalizzati i contatti
Il generale Min Aung Hlaing, capo delle Forze armate e presidente ad interim, ha esteso la criminalizzazione a qualsiasi contatto con la Knu, anche di terzi. Un giro di vite che rischia di colpire ong e associazioni umanitarie attive nelle aree controllate dai ribelli.
Ombre sulle elezioni di dicembre
L’annuncio arriva a quattro mesi dalle elezioni fissate per il 28 dicembre, che la Knu ha promesso di ostacolare. Oppositori e organizzazioni internazionali denunciano il voto come un tentativo di legittimare la giunta, soprattutto dopo la dissoluzione forzata della Lega nazionale per la democrazia di Aung San Suu Kyi, la consigliera di Stato deposta nel 2021.