Dopo quasi tre mesi dall'inizio delle proteste, esplose con l'uccisione della giovane Masha Amini - arrestata per non averindossato correttamente il velo e deceduta mentre era sotto custodia - il bilancio delle vittime secondo la Human Rights Activists è di 451 morti tra i manifestanti e 60 tra le forze dell’ordine, mentre sarebbero state arrestate oltre 18mila persone. Ben più bassa la cifra fornita dal regime, che oggi ha ammesso la morte di "oltre 300 persone" nelle proteste. Nella prima dichiarazione ufficiale da parte di Teheran, il generale Amir Ali Hajizadeh, comandante della divisione aerospaziale dei Guardiani della rivoluzione, ha parlato di diversi «martiri», intesi come uomini delle forze di sicurezza. Secondo il generale, tra i morti ci sarebbero anche molti iraniani che non erano coinvolti direttamente nelle proteste.The name of this beautiful Iranian girl is #MahakHashemi. She was savagely killed with batons by the Islamist regime while she was protesting in #Shiraz The regime even demanded ransom from her family to return her dead body. Iranians are literally dying for freedom#MahsaAmini pic.twitter.com/3Ml2kmXB77
— Masih Alinejad ️ (@AlinejadMasih) November 28, 2022