Giovedì 08 Gennaio 2026

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«Ci farebbero comodo due magistrati morti». Davvero il capo dell’Anm ha detto questa follia?

Una frase così non si scrive, non si dice, non si pensa. E invece l’avrebbe detta il presidente Cesare Parodi: ora smentisca o si dimetta 

14 Febbraio 2025, 22:04

14 Dicembre 2025, 20:58

«Ci farebbero comodo due magistrati morti». Davvero il capo dell’Anm ha detto questa follia?

«Quanto ci farebbero comodo due magistrati morti». Una frase così non si scrive, non si dice, non si pensa. E invece l’avrebbe detta – ma noi speriamo ancora che non sia vero – il presidente dell’Associazione nazionale magistrati.

Secondo La Stampa – che l’ha pubblicata con molta “discrezione” – l’avrebbe pronunciata a Torino, durante un’iniziativa che, forse, credeva fosse tra pochi intimi. E siccome nessuno ha ancora smentito – e nel tempo che passa senza smentite il fango si addensa, si compatta, diventa solido – siamo costretti a prendere sul serio questa frase. E siamo assaliti da un conato di vergogna.

Ripetiamolo, perché non ci si crede: il presidente dell’Associazione nazionale magistrati Cesare Parodi avrebbe detto che alla magistratura, oggi, servirebbero due morti. Due toghe cadute, magari sotto i colpi del crimine, sotto il piombo dei mafiosi, sotto l’esplosivo di qualche reduce della lotta armata. Un sacrificio umano per ricompattare un corpo che si è scoperto malato, affamato di potere, come ci ha raccontato Palamara nel Sistema.

Avremmo bisogno di due morti, avrebbe detto il presidente dell’Anm (ripetiamolo ancora). E lo avrebbe detto nel paese di Falcone, Borsellino, Terranova, Livatino, Chinnici, Scopelliti; nel Paese del sangue versato da uomini dello Stato assassinati perché indossavano quella toga. La stessa che indossa il presidente Parodi.

E se fosse vero – e noi speriamo ancora di no – Parodi dovrebbe fare solo una cosa: chiedere scusa e dimettersi. Ma non accadrà. Perché in Italia le cose non si dicono, si lasciano evaporare nell’aria, si dissolvono nel brusio delle smentite che non smentiscono, delle spiegazioni che non spiegano. E così il corpo della magistratura, avvitato su se stesso, continuerà il suo lento processo di autodistruzione.