IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONTE RILANCIA L’URGENZA DI ACCELERARE L’ESAME DEL DDL

Conte al Rome Investment Forum 2020. «Servono procedimenti più veloci per assicurare maggiore certezza agli operatori economici»

Il premier Giuseppe Conte vuole accelerare sulla riforma del processo civile. Una priorità, dice ad ogni occasione pubblica, anche perché la lentezza del sistema ci costa 2,5 punti di Pil, secondo uno studio condotto da Cer- Eures. Ma, soprattutto, è una delle riforme chieste dall’Europa come condizione alla base dell’erogazione del Recovery Fund. «Nessun processo di crescita potrà innescarsi se non procediamo a una decisa azione riformatrice della macchina dello Stato e dell’ordinamento giuridici», ha detto nel corso del Rome Investment Forum 2020. «Per questo motivo che intendiamo accelerare sul fronte della giustizia civile per accelerare i tempi dei procedimenti assicurare più certezza agli operatori economici», ha aggiunto.

L’obiettivo, nel campo del civile, è ridurre del 40 per cento la durata dei processi, che attualmente hanno una durata media di 527 giorni, contro una media europea di 233 giorni. Una macchina goffa e poco funzionale, che mette i bastoni tra le ruote soprattutto a imprese, investitori e consumatori. Il Governo punta di approvare il disegno di legge entro giugno del 2021, in modo da consentire l'approvazione dei decreti delegati entro l'anno successivo giugno 2022.

Lo scopo è arrivare a fornire informazioni certe sulle regole, sui rischi, sui tempi. Perché dimezzare i tempi dei processi comporterebbe un accrescimento delle dimensioni medie delle imprese manifatturiere di circa il 10 per cento, producendo 130mila posti di lavoro in più e circa mille euro all’anno di reddito pro- capite. Il disegno di legge delega per la riforma del processo civile ( AS 1662), si legge nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, «e` finalizzato ad una semplificazione e razionalizzazione delle fasi del processo al fine di incidere sui tempi di durata, sia di primo grado che di appello, attraverso la riduzione dei riti e la loro semplificazione anche mediante il potenziamento degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie».

Come si legge nell’analisi d’impatto della regolamentazione allegata al disegno di legge «una giustizia civile inefficiente ha un impatto negativo sulla struttura dei costi delle imprese, sull'allocazione e il costo del credito, sulla natalità delle imprese, la loro capacità di entrare nei mercati e la competitività, sulla dimensione delle unità produttive, sugli investimenti domestici e sulla capacità di attrarre investimenti dall’estero».

Stando alle analisi comparative internazionali svolte dalla Banca mondiale nell’ultimo rapporto annuale, la giustizia civile rappresenta il «tallone d’Achille» del sistema economico italiano, collocando il nostro Paese al 111esimo posto nel ranking enforcing contracts, «con una durata media delle procedure di recupero del credito di 1.120 giorni ed un costo pari al 23 per cento del credito azionato». A ciò si aggiungono le condanne in ambito europeo per l’eccessiva durata del processo, un «dato preoccupante», secondo l’Air.

La riforma prevede, in particolare, l’introduzione di un rito semplificato e accelerato in materia civile, con il passaggio da tre riti ( giudice di pace, monocratico ordinario e monocratico sommario) ad un unico rito, con discussione conclusiva orale e semplificazione anche dell’appello. Si punta alla riduzione del numero dei casi in cui la competenza e` attribuita al tribunale in composizione collegiale e una revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie, intensificando, dunque, il ricorso a questi ultimi, nonché la «definitiva implementazione» del processo telematico, prevedendo in via esclusiva la modalità telematica per tutti i procedimenti civili, di qualsiasi grado, il deposito dei documenti e degli atti di parte, con l’obbligatorieta` delle notifiche a mezzo pec ( o con sistemi piu` avanzati) in tutti i casi in cui il destinatario sia titolare di un indirizzo di posta certificata o di un domicilio digitale. Il piano contiene inoltre un rafforzamento «dei doveri di leale collaborazione delle parti e dei terzi ed il riconoscimento dell’amministrazione della giustizia quale soggetto danneggiato nei casi di responsabilita` aggravata per lite temeraria».

Tra le previsioni anche il potenziamento della Corte di Cassazione e misure di sostegno alla sezione tributaria, con la previsione che possa essere assegnato un massimo di 50 magistrati onorari ausiliari, in via temporanea e contingente, alle sezioni tributarie della Corte, con lo scopo di abbattere «l’arretrato endemico che appesantisce da tempo dette sezioni, incidendo negativamente sulla performance di smaltimento di tutta la Cassazione».