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Il decreto antirave arriva in Senato, Bongiorno: «Lo miglioreremo, ma senza stravolgerlo»

GIULIA BONGIORNO
Al via da giovedì le audizioni in Commissione giustizia. Forza Italia indica Manes e Caiazza, il Terzo Polo Spangher, Passione e Gonnella
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Domani alle 11 il dl Rave-Covid verrà incardinato in commissione Giustizia al Senato. È quanto emerge al termine dell’ufficio di presidenza della 2a di Palazzo Madama, tenutosi alle 13.

Relatrice del provvedimento sarà la presidente della commissione Giustizia Giulia Bongiorno, esponente della Lega. Per il Governo a seguire i lavori del dl in commissione sarà un altro membro del Carroccio Andrea Ostellari, sottosegretario alla Giustizia ed ex presidente proprio della 2a a Palazzo Madama. «Questo testo colma un vuoto legislativo. Quindi molte critiche sono infondate, ma lo miglioreremo. Ci saranno degli interventi di natura tecnica per perfezionarlo senza stravolgerlo», spiega Bongiorno. Ma non si sa ancora se sarà anche il Governo a presentare delle modifiche al testo.

«Prima cominciamo con le audizioni – ha osservato sempre la senatrice – poi si entrerà nel merito. L’unica certezza al momento è che questo testo, contenendo questioni di estrema delicatezza come l’ergastolo ostativo, la norma contro i rave party e gli obblighi vaccinali, avrà tutta l’attenzione che merita». I componenti della commissione avranno tempo fino alle 20 di oggi per indicare i nomi di chi vogliono audire. Le audizioni dovrebbero iniziare giovedì prossimo. «A dire il vero – ha aggiunto Bongiorno – ci sono già state delle richieste di audizione. L’Anm ad esempio ci ha detto che vorrà essere ascoltata». La presidente della Commissione ha spiegato che al momento non è stato messo alcun tetto al numero delle audizioni anche perché confida «nella ragionevolezza di tutti», trattandosi di un decreto. Ma, ha affermato, «non c’è alcuna volontà di dilatare i tempi oltre il necessario».

Decreto antirave, Forza Italia indica Manes e Caiazza per le audizioni

Forza Italia chiederà di sentire Vittorio Manes, avvocato e professore ordinario di Diritto penale all’Università di Bologna, e il presidente dell’Unione Camere Penali, Gian Domenico Caiazza. Il Partito democratico invece ha indicato Gian Luigi Gatta, consigliere della ex Ministra Cartabia, e il costituzionalista Francesco Clementi. 

Azione-Italia Viva hanno fatto tre nomi: il professor Giorgio Spangher, Emerito di Diritto Processuale Penale dell’Università La Sapienza di Roma, l’avvocato Michele Passione del Foro di Firenze, e il professor Patrizio Gonnella, presidente dell’Associazione Antigone.

Il Movimento Cinque Stelle indica Piergiorgio Morosini, sostituto procuratore generale in Cassazione, Marco Patarnello, magistrato di sorveglianza a Roma, Giovanni Melillo, procuratore nazionale antimafia, e l’Anm.

Il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra chiederà di sentire: AntigoneLuigi Manconi, Presidente dell’Associazione A Buon diritto, Amnesty, l’avvocato Fabio Anselmo, e il garante detenuti Lazio Stefano Anastasia.

Sempre da Forza Italia, ma su un’altra questione, quella dei suicidi in carcere, si è espresso Pierantonio Zanettin, capogruppo in Commissione Giustizia a Palazzo Madama: «Continua lo stillicidio di suicidi in carcere – scrive -. Quest’anno è già stato raggiunto il numero record di 78 casi. Un Paese civile non può accettare questa triste contabilità. Sono necessari interventi urgenti per invertire questo trend agghiacciante».

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