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Avezzano, avvocati in sciopero: slitta il processo Rigopiano

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Rinviate le 3 udienze previste a fine ottobre, i parenti delle vittime: «Siamo amareggiati». Il Coa abruzzese denuncia da mesi l'agonia del tribunale dove il personale è ridotto all'osso
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Saranno rinviate le 3 udienze in programma dal 26 al 28 ottobre al tribunale di Pescara per il processo Rigopiano, per accertare le responsabilità sull’albergo di Farindola, in provincia di Pescara, distrutto da una slavina il 18 gennaio 2017 che provocò la morte di 29 persone.

Avvocati in sciopero: slitta ancora il processo Rigopiano

Il rinvio è dovuto al fatto che 2 avvocati che seguono il procedimento appartengono al foro di Avezzano (L’Aquila), dov’è in corso uno sciopero per la mancanza di personale registrata in uno dei 4 tribunali, cosiddetti minori, che in Abruzzo sono stati risparmiati dalla riforma Severino. Si tratta della famosa revisione della geografia giudiziaria del Paese che nel 2012 portò alla chiusura di 30 tribunali italiani e alla soppressione delle sedi distaccate con il ridimensionamento degli uffici del giudice di pace in tutte le regioni.

Attraverso una serie di proroghe legate alle condizioni delle sedi giudiziarie nelle aree colpite dal sisma, i tribunali di Lanciano e Vasto, in provincia di Chieti e di Avezzano e Sulmona, in provincia dell’Aquila, rischiano di chiudere dato che la proroga scadrà a settembre 2023 e gli organici delle sedi giudiziarie sembrano essere state ridotte ai minimi termini.

Per il processo Rigopiano si tornerà in aula il 9 novembre con la superperizia eseguita dal pool di esperti del Politecnico di Milano da discutere in udienza. «L’astensione è un diritto, per carità, come lo è lo sciopero per tutti i lavoratori, con la differenza che i comuni mortali hanno dei limiti, dei periodi lavorativi in cui non possono scioperare, perché recherebbero un grande danno agli altri, ma la legge, evidentemente, non è uguale per tutti», è stato il commento al rinvio del Comitato delle vittime “Rigopiano in cerca di un fiore”. «Se è vero e giusto che tutti sono innocenti, fino a prova contraria, non comprendiamo il motivo per cui, gli stessi legali difensori, non cerchino di evitare questi allungamenti e non abbiano urgenza di dimostrare l’eventuale innocenza dei propri assistiti – ha aggiunto il comitato – A questo punto, dopo 15 rinvii e arrivati a quasi 6 anni dalla strage, siamo amareggiati, arrabbiati e profondamente delusi da un sistema giudiziario che permette tutto ciò».

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