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Agonia di un tribunale, Avezzano chiuderà e il personale è già un miraggio

Gli uffici resteranno aperti per altri quindici mesi, ma è già paralisi per la carenza di organico. E gli avvocati tornano a protestare proclamando l'astensione dal 22 al 30 settembre
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Astensione dalle udienze civili, penali, amministrative e tributarie, compresi gli incontri di mediazione, dal 22 al 30 settembre prossimi. Gli avvocati di Avezzano tornano a protestare, dopo le iniziative degli scorsi mesi. Lo fanno per denunciare la mancanza di personale nel Tribunale della città abruzzese. La carenza di organico è superiore al 54% fa sapere il Coa presieduto da Franco Colucci. Inoltre, da pochi giorni un giudice è stato trasferito e all’orizzonte non si intravede nessuna sostituzione. Nonostante le ripetute sollecitazioni al ministero della Giustizia, la carenza di personale rimane il nervo scoperto con inevitabili conseguenze negative sulla quotidiana attività dei legali e per i cittadini.

Gli avvocati chiedono più personale per gli uffici giudiziari, il ministero della Giustizia, come si legge nella delibera di astensione dalle udienze, «risponde che il Tribunale e la Procura di Avezzano non risultano avere (o non risultano avere più) organico di personale amministrativo (e di magistratura) in forza della disposta soppressione». Già, perché la chiusura era stata programmata alla fine di quest’anno. Ma il decreto “Milleproroghe” all’inizio dello scorso marzo ha rinviato la questione al 31 dicembre 2023. Gli uffici resteranno aperti per altri quindici mesi in attesa di una soluzione definitiva. Un limbo – alcuni avvocati parlano di “agonia prolungata” e “accanimento terapeutico” – che interessa, oltre ad Avezzano, i Tribunali di Lanciano, Sulmona e Vasto.

«Il Tribunale – dice al Dubbio il presidente del Coa di Avezzano, Franco Colucci – ha fatto richiesta al ministero della Giustizia per avere una copertura di posti. Patiamo una scopertura preoccupante e penalizzante. Via Arenula ha risposto evidenziando l’impossibilità a inviare nuovo personale, in quanto il Tribunale è privo di organico per la legge sulla soppressione». Si tratta, a detta del rappresentante delle toghe marsicane, di una situazione difficile da comprendere. «Il personale – spiega Colucci – bisognerebbe chiederlo a L’Aquila, dove la settimana scorsa sono arrivati undici funzionari dei ventuno previsti. Il presidente del Tribunale di Avezzano ha chiesto al suo omologo dell’Aquila l’invio anche per comando di cinque di questi funzionari. L’Aquila ha risposto evidenziando l’impossibilità di destinare il personale altrove poiché in prova. La conseguenza è che ad Avezzano avremo circa il 65% di scopertura del personale, tenuto conto che stanno per lasciare la nostra sede altri due dipendenti. Mandare avanti la giurisdizione in queste condizioni è praticamente impossibile». Di qui il nuovo appello dell’avvocato Colucci a via Arenula. «Il ministero della Giustizia – aggiunge – dovrebbe farsi carico della grave situazione che stiamo vivendo. Noi avvocati stiamo facendo la nostra parte, ma non potevamo neppure stare a guardare. Abbiamo per questo motivo deciso di far sentire la nostra voce ancora volta nella maniera, auspichiamo, più forte ed incisiva possibile con la decisione di proclamare l’astensione per otto giorni consecutivi. Se ci dovesse essere bisogno, siamo pronti a deliberare un’altra astensione nel mese di ottobre, perché la situazione che stiamo vivendo si è fatta davvero insostenibile. Continueremo a far conoscere al ministero della Giustizia le condizioni in cui versano il Tribunale e il Foro».

Colucci, come sta facendo da molti mesi a questa parte, insiste sulle caratteristiche del presidio giudiziario. «Il nostro – commenta il presidente del Coa – non può essere definito un Tribunale piccolo. Anzi. Quello di Avezzano è un Tribunale di dimensioni medie. I numeri sono dalla nostra parte. Se deve chiudere Avezzano, stesso destino dovrebbe riguardare almeno un’altra ventina di Tribunali. La domanda di giustizia della Marsica è reale ed importante. Il nostro territorio, purtroppo, è interessato da infiltrazioni della criminalità organizzata. In questo periodo stiamo celebrando ben quattordici processi legati a questa problematica. Non sono affatto pochi, se si pensa, per esempio, che a Pescara i processi celebrati per criminalità organizzata sono quattro o cinque all’anno. Il territorio marsicano richiede l’attenzione che merita, senza neppure dimenticare la domanda di giustizia nel civile. Siamo il salvadanaio della provincia dell’Aquila, il cuore pulsante economico della provincia».

Il futuro del Tribunale di Avezzano è segnato? «Noi – conclude Franco Colucci – non ci arrendiamo. Se l’apertura degli uffici giudiziari è stata prorogata fino al 2023, non comprendo perché non dobbiamo essere messi nelle condizioni di lavorare al meglio senza patire il crollo della produttività. Speriamo che il governo che verrà formato dopo le elezioni politiche possa essere sensibile alle nostre richieste. Voglio ribadirlo ancora una volta, la nostra non è una lotta di campanile. Siamo convinti, dati alla mano, che il Tribunale di Avezzano meriti di continuare ad esistere, andando oltre la logica delle proroghe di anno in anno. Abbiamo il diritto di reclamare la tutela giudiziaria per la domanda di giustizia rilevante che si registra in tutto il circondario. Il territorio in cui è collocato il Tribunale di Avezzano è il più vasto della provincia dell’Aquila. Non è giusto che le nostre istanze vengano disattese».

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