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Ruby ter, Karima in aula a sorpresa. La difesa: «Dopo 12 anni porta ancora un marchio sulla pelle»

La giovane accusata di falsa testimonianza e corruzione in atti giudiziari per le serate ad Arcore compare in aula per assistere all'arringa. «Sono passati 12 anni, oggi è una donna diversa»
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Nel processo milanese Ruby ter spunta, a sorpresa, Karima El Marough che ha deciso di assistere all’arringa dei suoi difensori. La giovane è tra i 28 imputati del processo per falsa testimonianza e corruzione in atti giudiziari.

Per Karima, assistita dagli avvocati Jacopo Pensa e Paola Boccardi, la procura ha chiesto una condanna a 5 anni di carcere. La giovane, protagonista delle serate nella villa di Silvio Berlusconi ad Arcore, non ha rilasciato dichiarazioni quando è entrata in aula ma ha parlato all’uscita.

«È stato un grande incubo e rivoglio indietro la mia vita», ha detto la giovane. «Non mi sono mai sentita difesa e quindi oggi è stata una giornata importante», ha aggiunto.

Ruby ter, parla la difesa:«Karima oggi è una donna diversa, ma porta un marchio sulla pelle»

«Sono passati 12 anni da quando sui giornali compariva il nome di Ruby, ma oggi è una donna che tra un mese compirà 30 anni, una donna profondamente diversa da quella ragazzina che scappava da 16 comunità, che viveva da sola. Porta un marchio, peggio di una lettera scarlatta, quella di prostituta minorile che confligge apertamente con gli elementi processuali come le intercettazioni», sono le prime parole pronunciate dall’avvocata Paola Boccardi. Frasi scandite con lo sguardo rivolto alla sua assistita, presente in aula, che ha subito una «esposizione mediatica infinita».

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«Se c’è una cosa che non cambia mai nelle dichiarazioni di Karima è “non aver avuto, non aver compiuto atti sessuali con Berlusconi”. Le testimoni parlano tutte in maniera omologata, lei usa il suo linguaggio: non ha parlato di cene eleganti o burlesque, ha descritto serate sicuramente non puritane, ha descritto spogliarelli, dice che non hai mai visto o subito atti sessuali. Non ha mai partecipato a nessuna delle serate in cui ha partecipato le altre ragazze», prosegue Boccardi.

«Ruby per molti versi assomiglia a Imane Fadil», la modella marocchina e super testimone ai processi Ruby, morta per una grave forma di aplasia midollare nel marzo del 2019. «Entrambe sono di origine marocchiana, sono bellissime – sottolinea la difesa -. Entrambe vengono invitate ad Arcore. Imane Fadil ci va 10 volte, Ruby 6 o 7 volte. Entrambe al termine di quelle cene ricevono delle buste di denaro. Entrambe dicono di non aver avuto rapporti sessuali» con Silvio Berlusconi ma «Imane Fadil però viene creduta e finisce nella lista dei buoni. Ruby no».

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