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Governo Meloni, i timori di Giorgia: su Salvini l’ombra della lista degli “amici di Putin”

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Il premier "in pectore", leader di Fratelli d'Italia, non vuole partire con il piede sbagliato sulla scena internazionale. Ed è disposta ad andare allo scontro con il segretario della Lega che ha in testa solo il Viminale
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Giorgia Meloni teme che l’ingresso di Matteo Salvini nel suo futuro governo possa incrinare i rapporti con la Casa Bianca. Timori fondati, secondo i beni informati, dalla famosa lista dei partiti stranieri finanziati dalla Russia di Vladimir Putin. Narrazione che trova conferme in due articoli pubblicati il 29 settembre 2022, dal Corriere della Sera e da Repubblica. Il giornale di via Solferino, diretto da Luciano Fontana, scrive che la Lega non accetta l’idea di vedere Salvini fuori dai giochi per il Viminale, ovvero il ministero dell’Interno, mentre il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, mette in evidenza proprio i sospetti di Giorgia Meloni, derivati dalle “voci americane”. In parole povere, la leader di Fratelli d’Italia, non vuole partire col piede sbagliato sulla scena internazionale.

Governo Meloni, il caso Salvini: appoggio esterno senza Viminale?

«Sia in Forza Italia che in Fratelli d’Italia si racconta di “messaggi” recapitati dagli sherpa leghisti agli omologhi dei due partiti con tono piuttosto minaccioso: se Salvini non avrà il Viminale, il partito potrebbe limitarsi all’appoggio esterno» scrive il Corriere della Sera, riferendosi all’incontro svoltosi il 28 settembre 2022 tra Salvini e Meloni. «Una eventualità che difficilmente Salvini può aver prospettato a Meloni nel colloquio, ma voci e racconti che dicono molto di come la questione sia delicata e al momento blocchi tutta la formazione del governo, nonché le decisioni sulle presidenze delle Camere (l’ipotesi di concedere una Camera all’opposizione, accarezzata da Meloni, vede il no degli alleati)».

«D’altra parte, sembra proprio che per la futura premier avere Salvini al governo in un ministero così cruciale sia problematico sia per i suoi trascorsi al Viminale (il processo Open Arms è in corso), sia per l’effervescenza del collega che potrebbe – dicono da Fratelli d’Italia – creare «un caso al giorno, mentre lei «vuole un governo serio e inattaccabile sotto ogni profilo, in casa e all’estero» conclude l’articolo del Corriere della Sera.

 

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