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Salvini: «Meloni premier se prende un voto in più». E Matteo rilancia sul nucleare

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«Questa è la democrazia. Se prende un voto in più Giorgia Meloni, il premier lo fa Giorgia Meloni. Se prende un voto in più Matteo Salvini, lo fa Matteo Salvini. Più chiaro, bello e lineare di così non si può». Lo ha detto Matteo Salvini, a margine di una visita alla sede dell’associazione Telefono Donna, a proposito della premiership nel centrodestra. «Dall’altra parte invece – ha aggiunto il leader della Lega – c’è il gratta e vinci tra Letta, Renzi, Calenda, Di Maio, Bonino, Speranza, Conte, Fratoianni e chi più ne ha più ne metta».

Non solo Meloni, Salvini parla del programma della Lega

«Pace fiscale tra cittadini ed Equitalia e azzeramento della legge Fornero per aprire spazi di lavoro ai giovani, saranno le due priorità nella prossima manovra economica di ottobre, per la Lega», ribadisce Matteo Salvini. «Le emergenze saranno lavoro e tasse quindi serve lo stop definitivo alla legge Fornero, che altrimenti rientra in vigore dal primo gennaio, con l’avvio del percorso che nei prossimi cinque anni porterà a ’quota 41’. Poi – riprende il leader della Lega – la pace fiscale. Ogni giorno ricevo centinaia di segnalazioni di cittadini disperati a cui stanno arrivando le cartelle di Equitalia».

Salvini e le candidature nel centrodestra

«Il programma è fatto, le candidature sono sostanzialmente definite, regione per regione. Mancano i nomi, e ci arriviamo a cavallo di Ferragosto. Mentre di là io non ho capito quanti sono i candidati, quali sono le alleanze. Nel centrodestra la situazione è assolutamente tranquilla» spiega il leader della Lega, Matteo Salvini.

Salvini e il nucleare: la sua proposta

Per costruire una nuova centrale nucleare «dalla posa della prima pietra, occorrono 7 anni, non 7 giorni. Quindi, se mai si comincia, mai si arriva. Quindi se vinciamo le elezioni, il primo gennaio 2023 si torna a essere al pari di tutti gli altri Paesi al mondo: nell’arco di 7 anni potremmo produrre energia a minor costo rispetto a quella di oggi» chiarisce Matteo Salvini. A chi gli chiedeva se la Lombardia potrebbe essere il luogo per la realizzazione delle centrali, Salvini ha risposto che «saranno i cittadini a decidere, ma ne servirebbero tante». «Ci sono tanti termovalorizzatori in Lombardia, più di 10, che portano ricchezza, che puliscono le città e danno valore aggiunto e danno lavoro. Sono rimasti solo i 5 stelle e parte della sinistra a dire no. Come no ai termovalorizzatori, no al nucleare, no a tutto» conclude Salvini.

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