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Brindisi, un altro suicidio tra Covid e sovraffollamento

Brindisi
Un 22enne si è tolto la vita a Brindisi. Patrizio Gonnella di Antigone chiede "misure urgenti", mentre Rita Bernardini continua la sciopero della fame per sollecitare la "congestione" di corpi nelle carceri
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Non si arrestano i contagi in carcere, ma nemmeno i suicidi. Ieri mattina, un detenuto ventiduenne di origine marocchina si è suicidato nel carcere di Brindisi: l’uomo è stato trovato senza vita dalla Polizia penitenziaria. Era stato arrestato ieri per resistenza a pubblico ufficiale. Si è suicidato in cella, ed era isolato secondo il protocollo Covid.

Suicidio a Brindisi, parla la Uilpa penitenziaria

A rendere noto il fatto è Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa penitenziaria, sottolineando che ci sono stati nei primi 12 giorni dell’anno 4 detenuti morti per suicidio e uno a seguito di un’aggressione subita in cella. «Se le circostanze non fossero tragiche, aggiungendo tre evasi – dichiara duramente il sindacalista – ci sarebbe da chiedersi se dal governo non abbiano per caso pensato di risolvere così il sovraffollamento e l’emergenza penitenziaria. Il sistema è allo sbando e la politica ha la responsabilità morale di ogni vittima. La ministra Cartabia – conclude De Fazio – assicura attenzione e priorità, noi continuiamo a vedere solo trascuratezza e pressapochismo».

La situazione Covid nelle carceri italiane

La questione è seria da sotto tutti i punti di vista. Seppur solo il 2 percento degli infettati dal Covid presentano sintomi, il contagio in carcere ha subito una impennata da record. L’associazione Antigone ricorda che a dicembre erano meno di 200, ma ora sono oltre 1.500 i detenuti positivi al Covid- 19 negli istituti di pena italiani. La variante Omicron ha portato a un’impennata dei contagi anche in carcere, dove la popolazione detenuta – denuncia Antigone – «non ha ancora ricevuto nella sua interezza la terza dose del vaccino ( va ricordato che i detenuti, alla partenza della campagna vaccinale furono inseriti tra le categorie prioritarie) e la cui situazione di salute, in molti casi, non è ottimale a causa di patologie pregresse».

A questo quadro si aggiungono le informazioni che arrivano da alcuni istituti, dove pare sia saltata la possibilità di separare positivi e negativi per l’assenza di spazi dove spostare proprio chi risulta contagiato. Inoltre, altra notizia riportata da Antigone, in altri casi, pare che le direzioni abbiano smesso di fornire mascherine nuove ai reclusi.

Il contagio aumenta con l’aumentare del sovraffollamento. La preoccupazione, anche a fronte di un numero di persone ristrette che, dopo il calo registrato allo scoppio della pandemia, ha ripreso lentamente a salire fino a tornare stabilmente sopra i 54.000 reclusi, a fronte di una capienza di 50.000 posti. Numeri ufficiali, ma la capienza effettiva è inferiore per via di reparti chiusi o in ristrutturazione.

Parla il presidente di Antigone

«Il quadro che ci offre questo inizio di 2022 – dichiara Patrizio Gonnella, presidente di Antigone – non è dei migliori. Per questo è importante prevedere misure urgenti per ridurre il sovraffollamento. Ci sono ancora migliaia di detenuti con pene al di sotto dei tre anni e che, perciò, potrebbero accedere alle misure alternative alla detenzione. Bisogna fare in modo che ciò avvenga».

Per il presidente di Antigone «è importante accelerare sulla strada delle riforme. Molte cose si possono fare anche senza passare dalla via legislativa, ma attraverso una modifica del regolamento di esecuzione dell’ordinamento penitenziario. Una strada che ha suggerito anche la Commissione per l’innovazione del sistema penitenziario guidata dal professor Marco Ruotolo. Proprio sul piano delle riforme accogliamo con favore – conclude Gonnella – le parole pronunciate lunedì dalla ministra Marta Cartabia, la quale ha posto gli interventi sul carcere tra le priorità».

Ricordiamo che Rita Bernardini, presidente di Nessuno Tocchi Caino, ha ripreso lo sciopero della fame a partire dal 10 gennaio scorso per aiutare governo e Parlamento a far presto per ridurre la “congestione” di corpi nelle carceri italiane. Come ha ricordato Mario Barbaro, membro della segreteria del Partito Radicale e del Consiglio direttivo di Nessuno Tocchi Caino, Marco Pannella sosteneva che «laddove c’è strage di diritto c’è strage di persone». Le nostre carceri, di fatto, sono incostituzionali. Per far fronte al sovraffollamento, soprattutto in questo periodo emergenziale, Bernardini chiede l’approvazione di un decreto dove venga contemplata la liberazione speciale anticipata proposta da un emendamento a firma dell’onorevole Roberto Giachetti.

Sulle pagine de Il Dubbio il deputato del Pd Walter Verini si è detto favorevole all’approvazione e durante la trasmissione di Radio 1 Rai ‘ Che giorno è’, il sottosegretario alla giustizia Francesco Paolo Sisto ha rivelato che la ministra Cartabia lo starebbe valutando. Ma il tempo passa, e si rischia ancora una volta di perdere l’ennesima occasione come ai tempi dell’allora guardasigilli Andrea Orlando.

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