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Obbligo di green pass per gli avvocati, il Cnf: «Via Arenula chiarisca»

green pass
Cnf e Ocf scrivono una nota congiunta al ministero della Giustizia sul decreto che introduce l'obbligo per l'accesso agli uffici giudiziari. E che per i legali dovrebbe scattare dal 1 febbraio
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L’obbligo per gli avvocati di accedere con green pass ai tribunali scatterà il 1° febbraio e non oggi. È questa l’interpretazione che il Consiglio nazionale forense (Cnf) deduce dal testo dell’ultimo decreto Covid approvato dal Consiglio dei ministri e su cui chiede, insieme all’Organismo congressuale forense, un chiarimento interpretativo immediato alla ministra della Giustizia, Marta Cartabia.

«Le condizioni del Paese – si legge nella nota di Cnf e Ocf – hanno ritenuto necessario un ripensamento sull’iniziale esenzione che l’Avvocatura non contesta ma che, con fermezza, chiede venga attuata nel rispetto del diritto dei cittadini ad essere pienamente difesi davanti agli organi di giustizia. Pertanto, pur a fronte di un disposto normativo non chiaro e carente sotto il profilo della tecnica legislativa, non vi è dubbio, in ossequio al principio di ragionevolezza, che l’ipotesi sia disciplinata dell’art. 9-bis del d.l. n. 52/21 come modificato dal d.l. n. 1/2022 che regola, tra l’altro, l’accesso ai pubblici uffici e, dunque, anche ai Tribunali, con la conseguenza che l’obbligo per i difensori entra in vigore dal 1° febbraio ovvero dalla diversa data in cui verranno individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri gli specifici settori per i quali l’obbligo non sussiste, trattandosi di “servizi ed attività necessari per assicurare il soddisfacimento di esigenze essenziali  e  primarie  della  persona”, quali per esempio i procedimenti cautelari e urgenti».

«Non compete agli Scriventi – concludono Cnf e Ocf – ricordare la difficoltà, nelle attuali condizioni del Paese, di sottoporsi a tampone soprattutto in giorni festivi e prefestivi (ovvero il 9 e l’8 gennaio appena trascorsi), ma preme ricordare che in prima battuta il d.l. n. 52/21 aveva ritenuto di tenere indenne il ministero della difesa da qualsivoglia condizionamento, esonerando gli avvocati dall’obbligo di esibizione di certificazione proprio in ragione della delicatezza della funzione svolta».

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