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Caos scuole, la rivolta dei prof: «Pronti a manifestare con lo sciopero della fame»

«La discriminazione fra studenti vaccinati, che potranno rimanere in classe e non vaccinati, che dovranno andare in Dad, è inaccettabile», scrivono docenti e genitori. In Sicilia rientro rinviato di tre giorni
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«La discriminazione fra studenti vaccinati, che potranno rimanere in classe e non vaccinati, che dovranno andare in Dad, è inaccettabile. Personalmente se dovesse capitare nelle mie classi, per protesta non farò lezione, rimanendo in aula a discutere della (in)costituzionalità di questo provvedimento governativo e di cosa fare per contrastarlo». Il fronte del dissenso sul nuovo protocollo per la gestione dei contagi negli istituti scolastici, con divisione tra studenti vaccinati e non vaccinati con soglia a 12 anni, prende corpo alla base in iniziative concrete lanciate sui social come la proposta di sciopero bianco contro la discriminazione degli studenti no vax, lanciata in una chat della Rete nazionale scuole in presenza, visionata dall’Adnkronos, in cui si legge: «Eventualmente, se siamo in un certo numero, sono pronto a iniziare anche uno sciopero della fame di protesta».

Corale la risposta dei follower del gruppo, prof e genitori «pronti a manifestare con lo sciopero della fame», che invocando il «tutti o nessuno» sollecitano: «Rete nazionale Scuola in presenza dovrebbe promuovere qualche manifestazione»; «Occorre che una organizzazione nazionale assuma l’iniziativa». «Il vero potere è in mano a chi gestisce le informazioni e rende note certe azioni, prese di posizione – scrive un partecipante – Bisognerebbe manifestare e manifestare in tanti. E i ragazzi in prima linea per difendere il loro futuro. Come Fatto l’anno scorso contro la Dad» perché «fanno come sempre pagare ai ragazzi, pur non avendo fatto nulla di diverso rispetto ad un anno fa….». E così via.

Intanto dopo la decisione del governatore De Luca di tenere chiuse elementari e medie in Campania fino a fine mese, il governo regionale della Sicilia decide di rinviare la riapertura delle scuole di tre giorni per consentire di verificare tutti gli aspetti organizzativi. «Abbiamo adottato la soluzione più ragionevole, giuridicamente compatibile, che tiene conto della decisione di tutti: quella di utilizzare i nostri poteri di autonomia primaria sul calendario scolastico consentendo uno slittamento dell’apertura delle scuole di alcuni giorni, fino a un massimo di cinque», spiega il governatore siciliano, Nello Musumeci, al termine della riunione della task force.  Il Governo regionale ha modificato il calendario scolastico 2021-2022, riducendone di tre giorni la durata originariamente prevista, pur sempre nel rispetto del numero minimo di giornate scolastiche. Pertanto, il rientro a scuola, inizialmente previsto per lunedì 10 gennaio, avverrà in Sicilia il successivo giovedì 13. In ogni caso, la task-force regionale sarà riconvocata per mercoledì 12 gennaio.

D’accordo con il rinvio anche Filippo Anelli, presidente della Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici): «Rinviare l’apertura della scuola poteva essere una misura di buonsenso: stiamo dicendo soltanto che a giugno il virus non ci sarà, come non c’è stato nei due precedenti anni; quindi, le lezioni potevano essere allungate di quindici giorni a giugno». Critici anche i presidi, con il presidente dell’Associazione nazionale Antonello Giannelli che dice: «Già in queste ore, il numero di studenti positivi, in alcune scuole, ha raggiunto l’ordine delle decine e addirittura centinaia e questo rende quasi impossibile attuare le procedure previste. A mio avviso è molto improbabile che il sistema sanitario, nonostante il supporto delle farmacie nell’esecuzione dei tamponi per gli studenti della scuola secondaria, possa smaltire tempestivamente l’enorme carico di lavoro». «Le scuole sono ancora in attesa di ricevere le preannunciate forniture di mascherine Ffp2 da parte della struttura commissariale – prosegue – Inoltre, malgrado le nostre richieste dei giorni scorsi, non risultano ancora pubblicati i dati effettivi sulle classi in Dad, sulle unità di personale sospeso e sul numero di dipendenti e di alunni in quarantena. Numeri che, temiamo, cresceranno nei prossimi giorni».

LE REGOLE, LA NOTA DEL MINISTERO

Il Ministero dell’Istruzione ha inviato alle scuole una nota operativa con le indicazioni per l’applicazione delle nuove misure per la gestione dei casi di positività contenute nel decreto legge approvato lo scorso 5 gennaio in Consiglio dei Ministri. «Quando si registrano due casi di positività in una stessa classe – si legge in una nota del Ministero – i requisiti per poter frequentare in presenza, durante il regime di auto-sorveglianza, devono essere dimostrati dall’alunno interessato alla scuola di appartenenza». «La norma di legge, dunque, in questo specifico caso autorizza le scuole a prendere visione della situazione vaccinale degli studenti, senza che ciò comporti una violazione della privacy». Prima dell’invio, questa mattina, il Ministero ha convocato una riunione per illustrare le misure e la nota stessa alle Organizzazioni sindacali. La circolare ripercorre quanto previsto dal decreto legge per la gestione dei casi di positività fra gli alunni, ma anche quanto previsto per il personale scolastico, interno ed esterno, in base alle recenti disposizioni del Ministero della Salute, in particolare quelle del 30 dicembre scorso.

In particolare, nel documento si specifica che, nella scuola secondaria di I e II grado, quando si registrano due casi di positività in una stessa classe i requisiti per poter frequentare in presenza, durante il regime di auto-sorveglianza, devono essere dimostrati dall’alunno interessato alla scuola di appartenenza. Il decreto prevede, infatti, che, con due casi di positività nella stessa classe, coloro che hanno concluso il ciclo vaccinale primario, che sono guariti da meno di 120 giorni, che hanno fatto la dose di richiamo, possono frequentare in presenza, in regime di auto-sorveglianza. La norma di legge, dunque, in questo specifico caso autorizza le scuole a prendere visione della situazione vaccinale degli studenti, senza che ciò comporti una violazione della privacy. La nota ricorda anche che il decreto prevede tamponi gratuiti per chi è in regime di auto-sorveglianza. Tamponi che potranno essere effettuati presso le farmacie e le strutture convenzionate. L’help desk amministrativo del Ministero resta a disposizione dei dirigenti per ogni ulteriore richiesta di chiarimento.

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