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Obbligo vaccinale all’esame del governo il prossimo 5 gennaio

quarta dose
Si cerca di ridurre l'impennata dei contagi da Covid che oggi ha fatto registrare 133 morti, con il tasso di positività che balza al 21,9 per cento
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Il 5 gennaio il governo Draghi potrebbe decidere di imporre il vaccino a tutti i lavoratori. Un modo per cercare di limitare l’impennata dei contagi  e non paralizzare le attività produttive. L’obbligo vaccinale per tutti i lavoratori  associato alle regole per il Super green pass, che entreranno in vigore a partire dal 10 gennaio, i No vax sono praticamente esclusi dalla vita sociale con il divieto d’ingresso nei locali pubblici e nei luoghi di sport e spettacolo.

Per la scuola, l’ipotesi è invece quella di limitare la Dad ai non vaccinati in caso di due contagiati in classe. Mentre da domani mezza Italia è in zona gialla.

Il tutto in quadro non certo rassicurante che emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute. Dopo tre giorni consecutivi sopra quota 100mila, i casi di Covid in Italia scendono nelle ultime 24 ore a 61.046 contagi a fronte, però, di un crollo di tamponi processati, 278.654 (ieri 1.130.936), con un tasso di positività che schizza al 21,9% (+8,9%).

I morti di oggi per Covid sono 133 (ieri 111) per un totale da inizio pandemia di 137.646 vittime. Il numero dei ricoveri ordinari sale a 11.756 (+491 rispetto a ieri), i pazienti in terapia intensiva diventano 1.319 (+22), con 104 ingressi del giorno (ieri 135). I guariti da Covid registrati nelle ultime 24 ore sono 12.164, mentre sono 111.236.095 le dosi di vaccino somministrate in totale. La regione con il maggior numero di nuovi casi si conferma la Lombardia con 10.425 davanti ad Emilia Romagna (9.090), Lazio (7.993), Toscana (6.397) e Campania (5.192). Il numero totale dei casi è pari a 6.328.076. I dimessi/guariti crescono di 12.164 unità, arrivando a 5.119.893, mentre gli attualmente positivi diventano 1.070.537 di cui 1.057.462 in isolamento domiciliare.

Dao report esteso sull’andamento del Covid in Italia emerge che l’efficacia dei vaccini anti Covid contro la malattia grave è al 97% con la dose booster.  “L’efficacia nel prevenire la diagnosi e i casi di malattia severa – si legge – sale rispettivamente al 86,6% e al 97,0% nei soggetti vaccinati con dose aggiuntiva/booster”.

Nell’ultimo mese il tasso di ricovero nella fascia over-80 per i non vaccinati (568 per 100.000) è otto volte più alto rispetto ai vaccinati completi da meno di 120 giorni e 41 volte più alto in confronto ai vaccinati con booster, riferisce l’Iss.Il tasso di decesso nella fascia ‘over 80’, nel periodo dal 5 novembre al 5 dicembre scorsi, nei non vaccinati è circa dieci volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo entro i 120 giorni e 64 volte più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster.

Nell’ultima settimana si osserva un aumento dell’incidenza in tutte le fasce d’età: in particolare nella popolazione di età 12-19 anni e la fascia di età sotto i 12 anni. “Nella classe di età 6-11 anni si evidenzia, a partire dalla seconda settimana di ottobre, una maggiore crescita dell’incidenza rispetto al resto della popolazione in età scolare, con un’impennata nelle ultime settimane. Nell’ultima settimana si osserva anche un’impennata nell’incidenza per la classe di età 16-19 anni” spiega l’Iss.

 

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