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Concorsi pubblici, ai professionisti del Pnrr riservato il 40% dei posti

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È il ministro Brunetta a spiegare il meccanismo col quale, «a partire dal 2026», le assunzioni a tempo indeterminato nella Pa prevederanno una quota aperta solo alle figure provenienti dalle libere professioni e impiegate con contratti a termine nei progetti del Recovery
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Renato Brunetta ne aveva parlato martedì scorso, alla presentazione del portale InPa: «Professionisti variamente specializzati saranno assunti con contratti a termine nei prossimi 5 anni: in tutto 1-1,3 milioni di persone. Di queste, il, 40% potrà essere assorbito a tempo indeterminato dalla Pa in forma ordinaria attraverso una procedura concorsuale». Mancava un tassello, per completare il quadro descritto dal ministro: chi potrà garantire la stabilizzazione dei professionisti assunti a termine?

Oggi, alla presentazione del’ultimo numero di Italianieuropei, è stato lo stesso Brunetta a chiarirlo: si farà ricorso a una «riserva di posti, pari al 40%, nei concorsi pubblici, a partire dal 2026». Si chiarisce dunque una volta per tutte un dettaglio assai rilevante per i tanti professionisti, e tra loro molti avvocati, interessati agli incarichi temporanei individuati nel quadro del Recovery, e che in prospettiva potrebbero anche valutare l’addio alla libera attività di studio per scegliere la strada del pubblico impiego.

È un’opportunità che riguarda, appunto, anche la professione forense. Che è coinvolta, sì, in modo solo marginale dal primo avviso di ricerca partito in queste ore grazie al portale InPa, e intitolato “1.000 professionisti per la semplificazione”, concepito per gli enti locali: dei 1.000 incarichi, solo 4 riguardano gli avvocati, in particolare esperti in diritto dell’ambiente. Ma in generale, di occasioni ce ne saranno. Non a caso, sulla gestione dei dati attraverso il portale InPa (che raccoglie curriculum dei professionisti e consente alle amministrazioni di valutare i migliori per ciascun progetto), è stato stipulato persino un protocollo d’intesa tra Brunetta e il Cnf.

Alla presentazione di Italianieuropei, oggi il ministro della Pubblica amministrazione ha spiegato che «lo sblocco del turnover produrrà 100-120mila nuovi contratti a tempo indeterminato ogni anno». Previsione che riguarda il prossimo quinquennio, aveva chiarito già la settimana scorsa (come riferito dal Dubbio in un precedente articolo), per un totale di circa 600mila assunzioni a tempo indeterminato.

«Abbiamo semplificato le procedure di accesso alla Pa: ora i concorsi si concludono in meno di 100 giorni, e da maggio sono stati già sbloccati oltre 40mila posti», ha aggiunto stamattina Brunetta.

Pnrr, ecco le graduatorie per 500 professionisti

Dal suo ministero, poche ore dopo, è arrivato un ulteriore segnale di accelerazione: la pubblicazione delle «graduatorie finali relative al concorso per la selezione di 500 professionisti da assegnare, a tempo determinato, al ministero dell’Economia e alle altre amministrazioni centrali titolari di progetti del Pnrr», come si legge in una nota. Si tratta di «500 professionisti con profilo economico, giuridico, informatico, statistico-matematico, ingegneristico, ingegneristico gestionale, destinati a supportare le amministrazioni nelle attività di programmazione, monitoraggio e rendicontazione dei progetti del Pnrr», spiega ancora il ministero della Pubblica amministrazione.

«Dopo le prove selettive, organizzate da Formez Pa dal 20 al 22 ottobre, e dopo l’approvazione delle graduatorie nella seduta di ieri della Commissione Ripam, i vincitori saranno assegnati alle amministrazioni interessate entro la metà di dicembre e seguiranno un comune periodo di formazione».

Siamo nel vivo. Brunetta ha ribadito che i compensi per il primo progetto sulla semplificazione possono arrivare anche a 100mila euro. Parole di un ministro. Che aprono un orizzonte finalmente positivo anche per i professionisti.

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