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Sorpresa a Viterbo, anticipata di 2 anni l’udienza per la morte di Hassan Sharaf

Il giovane egiziano è morto suicida nel carcere di Viterbo nel 2018. Ora il giudice fa dietrofront e fissa a gennaio 2022 l'udienza sulla richiesta di archiviazione avanzata dalla procura
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Dietrofront, non più tra tre anni, ma ci sarà il 27 gennaio 2022 l’udienza per discutere sulla richiesta di archiviazione avanzata dalla procura di Viterbo in merito alla tragedia che coinvolto Hassan Sharaf, il giovane egiziano morto in seguito a un tentativo di suicidio messo in atto nel carcere Mammagialla di Viterbo.

Ricordiamo che ha creato numerose e fondate polemiche il fatto che il giudice aveva deciso di fissare l’udienza tra tre anni. Hassan Sharaf è morto suicida nel carcere di Viterbo nel 2018. Si è tolto la vita impiccandosi nella cella d’isolamento dove si trovava da due ore. Il 9 settembre, nemmeno due mesi dopo, sarebbe tornato in libertà. Come ha già raccontato all’epoca Il Dubbio, al Garante regionale Stefano Anastasìa in visita al carcere aveva dichiarato di aver paura di morire, mentre all’avvocata Simona Filippi aveva raccontato di essere stato picchiato dalle guardie penitenziarie, mostrando segni di percosse in diversi punti del corpo.

Sul caso della morte di Sharaf, il Garante Anastasia aveva presentato immediatamente un esposto ed era stato aperto un fascicolo per istigazione al suicidio: Hassan, infatti, sarebbe stato preso a schiaffi da due agenti prima di essere trasferito in cella d’isolamento. Poi, la richiesta di archiviazione da parte della Procura, a cui la famiglia del 21enne si è opposta con tutte le sue forze. Tre anni dopo quel suicidio, arriva la notizia che l’udienza contro l’archiviazione del caso è stata fissata al 2024.

«È importante che su vicende come questa venga fatta luce il più rapidamente possibile, senza rinvii che possano ulteriormente differire nel tempo ogni chiarimento necessario», aveva denunciato Alessandro Capriccioli, capogruppo di “+ Europa Radicali” al Consiglio regionale del Lazio. Così come il Garante dei detenuti del Lazio Stefano Anastasìa si è subito indignato alla notizia, chiedendosi come sia possibile che il tribunale di Viterbo abbia un carico di lavoro così alto, tanto da fissare l’udienza tra tre anni. Il caso è arrivato anche in Parlamento tramite il deputato di + Europa Riccardo Magi, depositando un’interrogazione per chiedere alla ministra della Giustizia, Marta Cartabia, di fare piena luce sul caso.

Ora il colpo di scena, la data sarà quella del 27 gennaio 2022 che stabilirà se l’inchiesta penale, sulle eventuali responsabilità di terzi nella morte del ragazzo, potrà andare avanti come chiedono i suoi familiari oppure se dovrà finire archiviata come richiede la Procura del capoluogo.

 

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