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La verità sul luogo comune dei troppi avvocati in Italia

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Nel rapporto sulla giustizia di EU Justice Scoreboard emerge chiaramente la lentezza delle sentenze: ci vogliono in media tre anni per ottenerne una. Colpa degli avvocati?
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Il tema dell’eccessivo numero degli avvocati in Italia ricorre periodicamente per corroborare alcune tesi ed argomentare su quanto funziona o meno in Italia. Una tentazione che non ha lasciato indifferente neppure Giuseppe Pignatone, uno dei migliori magistrati italiani, che nel suo ultimo libro, “Fare Giustizia” (Laterza), sfodera la questione, poco dibattuta o sottoposta a superficiali analisi, del numero eccessivo degli avvocati nel nostro Paese.

Pignatone si lancia in un paragone trito e ritrito tra l’Italia e i nostri vicini di casa francesi. Da noi ci sono 240mila avvocati, in Francia solo 50mila. E da qui la solita giaculatoria: ridurre il numero di avvocati può fare solo bene. Può fare bene alla qualità delle prestazioni professionali, al clima di concordia nell’avvocatura (troppi avvocati portano ad una “concorrenza feroce”), ad un ridimensionamento del numero dei processi e alla loro durata e ad una riduzione delle impugnazioni. Ma non è finita qui. L’ex procuratore di Roma sottolinea pure il dato – a suo dire poco edificante – del numero degli avvocati abilitati al patrocinio in Cassazione: in Italia sono 55mila, in Francia 100, in Germania addirittura solo 50. L’ex numero uno della Procura della Repubblica capitolina sottolinea il fatto che all’estero sono gli avvocati a dover scegliere “se patrocinare dinanzi alla Suprema Corte o ai giudici di merito”.

Con l’attestato di benemerenza, all’estero, che gli avvocati sono i primi artefici di una sorta di selezione naturale dei ricorsi, dando così una grossa mano a chi sta dall’altra parte, i giudici, che possono così assolvere “alla loro primaria funzione di assicurare l’uniformità e prevedibilità della giurisprudenza”. In Italia, dunque, la lentezza della giustizia, l’intasamento dei Tribunali e quello che ne deriva dagli uffici giudiziari sarebbe da imputare solo agli avvocati. Un po’ troppo semplicistica come conclusione, troppo ancorata ad una vulgata sempre ricorrente.

Eppure i dati pubblicati nel 2020 dallo EU Justice Scoreboard indicano che l’Italia è quarta nella classifica dei 27 Stati della Ue con il maggior numero di avvocati ogni 100mila abitanti. Nel 2018 sono stati censiti 388 avvocati ogni 100mila abitanti, nel 2012 erano 379. La classifica è guidata dal Lussemburgo, con 488 avvocati per 100mila abitanti, seguono Cipro e Grecia, prima di noi. La Spagna, invece, registra 304 avvocati ogni 100mila abitanti, mentre in Francia si scende a 100 avvocati avendo sempre come riferimento la soglia dei 100mila abitanti.

Nel rapporto pubblicato nel luglio scorso, sempre a cura di EU Justice Scoreboard, emerge che in Italia occorrono circa trentotto mesi (3 anni in media) per ottenere una sentenza definitiva nel civile. Occorrono 791 giorni per una sentenza in Corte d’appello. I dati, relativi al 2019, in questo caso fanno finire l’Italia all’ultimo posto tra gli Stati membri dell’UE. I procedimenti civili pendenti sono 3,7 ogni 100 abitanti. Dati che parlano chiaro. Questa lentezza è da imputare pure agli avvocati?

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