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Passò 18 mesi in carcere, ma per i giudici è innocente: assolto l’ex senatore Antonio Caridi

Nel 2016 il Senato aveva votato il suo arresto. Per la Dda era membro di una cupola massomafiosa, per il Riesame concorrente esterno. Ieri l'assoluzione: l'accusa aveva chiesto per lui 20 anni
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Il Tribunale di Reggio Calabria, dopo cinque anni di dibattimento, ha assolto dall’accusa di associazione mafiosa l’ex senatore del Pdl Antonio Caridi. L’accusa del processo “Gotha” aveva chiesto per lui una condanna a 18 anni di carcere. Il politico era stato indagato dalla Dda con l’accusa di fare parte di una associazione segreta, capeggiata dall’ex parlamentare del Psdi, Paolo Romeo, condannato invece a 25 anni, con l’obiettivo di condizionare la politica cittadina e per avere agevolato le cosche De Stefano e Gullace, in cambio di sostegno elettorale. Con Caridi, sono state assolte altre tredici persone: l’ex presidente della Provincia Giuseppe Raffa (Fi), Antonio Remo, il primario ospedaliero Vincenzo Amodeo, Antonio Aricò, l’ex assessore comunale di centrodestra Amedeo Canale, Antonio Cara, Francesco Cutrupi, la giornalista Teresa Munari, Saverio Pietropaolo, Giovanni Pontari, Andrea Scordo e l’ex direttore del dipartimento di Psichiatria dell’Università di Messina, Rocco Zoccali.

Sono stati invece condannati l’ex parlamentare Paolo Romeo (25 anni), indicato come capo e promotore dell’ associazione segreta; l’avvocato Antonio Marra; Marcello Cammera (2 anni); il sacerdote Giuseppe Strangio (9 anni e 4 mesi); Giovanni Zumbo (3 anni e 6 mesi); Antonio Barbieri (3 anni e 4 mesi); Domenico Cartisano (20 anni); Francesco Chirico (16 anni), cognato del boss Paolo De Stefano; Vincenzo Delfino (5 anni); Antonino Gioè (16 anni e 6 mesi); Domenico Giustra (2 anni); Francesco Minniti (2 anni e 8 mesi) e Paolo Richichi (3 anni e 6 mesi).

L’arresto di Caridi era stato votato dal Senato nel 2016. Una decisione presa col voto segreto e appoggiata da 154 senatori favorevoli alla richiesta  avanzata dalla Dda di Reggio Calabria, contro i 110 contrari e i 12 astenuti. Caridi era stato indicato come strumento della cupola di invisibili guidata dall’ex deputato reggino Romeo e dall’avvocato Giorgio De Stefano, dominus della zona grigia che controlla la città. Un voto preceduto da ampie polemiche e scontri, nonché dalla dichiarazione d’innocenza dello stesso Caridi, che ha condensato su due pagine il proprio pensiero. «Io sono e mi dichiaro innocente e sono sicuro che questo mi verrà riconosciuto in sede giudiziaria», aveva affermato in aula. Negando di aver mai avuto rapporti «o stipulato patti con la ‘ndrangheta», né di aver mai partecipato ad associazioni segrete. «Non c’è un fatto – aveva evidenziato – che dimostri questa infamante accusa. Mi si accusa di aver avuto da sempre l’appoggio delle cosche eppure si dimenticano le tornate elettorali in cui non sono stato eletto oppure ho raccolto un numero di voti inferiore ad altri».

L’ex senatore era tornato in libertà dopo 18 mesi in cella, dopo la decisione del tribunale del Riesame di Reggio Calabria di annullare la custodia cautelare, riqualificando l’accusa di associazione mafiosa in concorso esterno. La vicenda era tornata al tribunale della libertà dopo due annullamenti da parte della Cassazione, che aveva censurato le motivazioni con le quali era stato confermato il carcere per il politico, coinvolto nell’inchiesta “Mammasantissima”, poi unificata assieme ad altri procedimenti nel maxi processo “Gotha”.

 

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