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La promessa di Morra: «Renderemo pubblico quel verbale di Falcone rimasto segreto»

L'annuncio del presidente della Commissione antimafia dopo l'articolo del Dubbio: «Ho sempre ritenuto che, al pari delle richieste degli organi giudiziari, anche le semplici istanze di cittadini e di associazioni debbano trovare una risposta solerte e, quando possibile, positiva»
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Sarà desecretato e divulgato il verbale della Commissione antimafia relativo all’audizione di Giovanni Falcone svoltasi nel 1990. Lo ha annunciato ieri il presidente della Commissione nazionale antimafia, Nicola Morra, durante lo svolgimento dell’audizione di Luca Palamara.

Dopo l’articolo de Il Dubbio, nel quale è stata riportata la richiesta da parte dell’associazione “I Cittadini contro le mafie e la corruzione”, il presidente Morra ha raccolto l’invito e subito, dimostrando correttezza e coerenza, si è attivato in tal senso. «Ritengo questa richiesta assolutamente meritevole della massima condivisione – ha detto Morra durante la seduta – e ne ho dunque disposto l’immediato inserimento all’ordine del giorno di questa Commissione per la procedura di desecretazione». Ha aggiunto che questa azione è in continuità con quanto è stato già fatto dalla Commissione antimafia da lui presieduta.

L’annuncio del presidente dell’Antimafia: «Martedì sarà divulgato il documento»

«Già nella giornata di martedì prossimo – ha annunciato il presidente -, la Commissione antimafia, previa convocazione dell’apposito comitato coordinato dall’onorevole Angela Salafia, potrà divulgare il documento richiesto». Ha aggiunto che questa scelta gli sembra doverosa e corrisponde a quanto «già fu disposto da questa Commissione per un altro verbale, relativo ad un intervento di Giovanni Falcone datato 1988».

Morra ha sottolineato che quello del 1988 è un verbale che era stato richiesto dalla corte di Assise di Appello di Bologna, ma ha aggiunto: «Ho sempre ritenuto che, al pari delle richieste degli organi giudiziari, anche le semplici istanze di cittadini e di associazioni debbano trovare una risposta solerte e, quando possibile, positiva».

Per questo, proprio in tale ottica, il presidente Morra ha annunciato che la Commissione procederà anche alla declassificazione e pubblicazione degli atti della XIII legislatura repubblicana già a decorrere dalla stessa seduta di martedì prossimo.

Il documento sarà di eccezionale importanza
Il documento sarà eccezionale per le dirompenti dichiarazioni di Falcone. Sappiamo, grazie alla ricostruzione analitica fatta dalla compianta Gip di Caltanissetta Gilda Loforti, che l’indagine dei Ros che poi scaturì con il deposito del dossier mafia-appalti a febbraio del 1991 era seguita passo dopo passo da Giovanni Falcone. Era, di fatto, costantemente aggiornato (lui e altri colleghi della procura di Palermo) tramite informative precedenti al deposito del dossier.

Falcone riferì di “una centrale unica degli appalti”
La dottoressa Loforti, nell’ordinanza di archiviazione del 2000, scrive testuali parole: «E forse proprio la conoscenza di tali dati – o anche le ulteriori informazioni fornite, come si è già avuto modo di illustrare, per le vie brevi dal De Donno – ha indotto il compianto dott. Falcone ad effettuare, nella primavera del 1990, delle rilevanti dichiarazioni innanzi alla Commissione Antimafia, riferendo di “una centrale unica degli appalti”, con valenza sull’intero territorio nazionale». Cos’altro avrà detto? Martedì prossimo lo sapremo. Grazie alla coerenza di Morra.

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