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Stop alle vaccinazioni in carcere “di massa”: ecco il documento

Il direttore del carcere di Pontedecimo, in una nota alla Asl, ha evidenziato come il penitenziario si debba equiparare a una struttura “sociosanitaria"
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Diversi regioni hanno interrotto la campagna di vaccinazioni in carcere, recependo la direttiva del generale Figliuolo. Saranno vaccinati solamente i reclusi rientranti nelle fasce di età come nel “mondo libero”. Il Dubbio, grazie alla segnalazione dei sindacati di polizia penitenziaria, ha potuto prendere visione della sospensione della vaccinazioni in carcere della regione Liguria. In realtà, il blocco della vaccinazioni in carcere è avvenuto anche in Sicilia, Toscana ed Emilia Romagna. Il Piemonte, invece, ha mantenuto il punto criticato dai garanti: interviene con i vaccini solo dove scoppiano i focolai.

Interrotta la vaccinazione in carcere per detenuti e agenti che non rientrano nelle fasce d’età

Ma veniamo al documento dove la Asl sospende la vaccinazione “di massa” nelle carceri per ordine dell’autorità sanitaria regionale che, a sua volta, ha recepito l’ordinanza del commissario straordinario Figliuolo. Il Dubbio rende nota la missiva della direzione penitenziaria del carcere ligure di Pontedecimo indirizzata alla Asl. Annuncia che «in riferimento alla nota 0054668 odierna, di recepimento delle direttive centrali, si prende atto di quanto in essa contenuto e delle nuove modalità di prenotazione del vaccino Covid-19, per le classi di età, come stabilito dall’Ordinanza del Commissario Straordinario all’Emergenza. Ne consegue pertanto, per questa sede penitenziaria ed il personale dipendente, una interruzione della campagna vaccinale in atto». Quindi sia per i detenuti che per gli agenti penitenziari, la vaccinazione si interrompe se non rientrano nella fascia di età indicata dalla direttiva. Nel carcere di Pontedecimo, i dipendenti che intendevano sottoporsi a vaccinazione sono 29 agenti donne e 25 agenti uomini, oltre a 8 civili donne. «La maggior parte di questi – si legge nella nota rivolta alla Asl -, non rientra nelle fasce di età ricomprese nelle disposizioni di cui sopra, in quanto aventi età inferiore ad anni 40».

Per  il direttore di Pontedecimo il carcere è una struttura “sociosanitaria”

Il Direttore del carcere, però, nello stesso tempo ritiene che la struttura penitenziaria possa essere del tutto assimilata, – per le peculiarità residenziali (di utenti ed operatori) -, a una struttura “sociosanitaria”, con conseguente adozione dei provvedimenti di salute ed igiene pubblica, che impongono le “priorità” di cui all’Ordinanza commissariale n. 06/2021. «Al momento presso questa sede – si legge sempre nella missiva del direttore del carcere ligure -, contro l’infezione Covid-19, si continuano ad adottare come unici strumenti a difesa della salute dal contagio, sia per la popolazione detenuta che per il personale operante, i soli D.P.I. forniti dalla Direzione, anziché una diffusa e completa azione di immunizzazione generata dal vaccino come originariamente previsto». Per questo chiede urgentissime e diverse indicazioni sanitarie, con preghiera di farsi portatore della presente presso gli Organi di Sanità Regionali.La Asl locale, in risposta alla missiva, comunica che l’autorità sanitaria regionale in adesione alle disposizioni pervenute dal ministero della Salute e dal Commissario Straordinario all’Emergenza «ha sospeso tutte le prenotazioni vaccinali per le varie categorie inizialmente considerate prioritarie, tra cui il Personale di Polizia Penitenziaria». Quindi, come oramai sta avvenendo in tutte le altre carceri, la Asl annuncia di procedere a vaccinare secondo classi anagrafiche. Il direttore del carcere, però, non ci sta e chiede al provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria del Piemonte, della Liguria e della Valle d’Aosta di far procedere al completamento dell’azione di immunizzazione cosi come originariamente previsto.La questione comincia a diventare seria. A causa dei contagi e l’inevitabile quarantena, i detenuti e detenute sono stremati. All’interno delle carceri sovraffollate ciò diventa una doppia, se non tripla pena. Fare una quarantena in quelle condizioni, non è la stessa cosa per chi è a casa. La tensione cresce, la disperazione anche e tutto potrebbe nuovamente sfuggire di mano.

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