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Penalisti in sciopero, tre giorni di astensione da domani

La protesta proclamata dalla Giunta dell’Unione Camere Penali per «ottenere il regime transitorio del deposito cartaceo degli atti, in attesa che si risolvano le criticità dell’entrata a regime del portale telematico»
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Tre giorni di astensione da ogni attività giudiziaria dal 29 al 31 marzo. Comincia domani lo sciopero proclamato il 12 marzo dalla Giunta dell’Unione Camere Penali Italiane in seguito ai continui disservizi del Portale telematico, denunciati a più riprese dagli avvocati attraverso gli appelli al governo.  Per il primo giorno di astensione l’Unione ha organizzato la manifestazione nazionale dal titolo “Il Difensore e il PPT. Criticità e soluzioni possibili”. L’evento online, in programma dalle 10 alle 13 di domani, sarà disponibile in diretta streaming sul canale Youtube delle Camere penali.

«La macchina del processo penale – spiegano i penalisti italiani- versa in una condizione drammatica, in un contesto e in un clima che sono ancora più preoccupanti. La Magistratura italiana sta attraversando una grave crisi di autorevolezza ed è incapace di una seria riflessione sul sistema di potere costruito negli ultimi vent’anni. La politica è messa all’angolo: impegnata nella ristrutturazione e nel riposizionamento dei suoi gruppi dirigenti, non pare avere al momento progetti di modifica della prescrizione, dei meccanismi capaci di incidere sui tempi del processo e dell’ordinamento giudiziario». «In questo clima il portale penale telematico, o meglio il portale delle Procure, nasce già obsoleto, ma soprattutto presenta continui guasti e inconvenienti tecnici che mettono a repentaglio – denuncia la Giunta dell’Ucpi – il rispetto dei termini processuali e la tempestiva contezza delle iniziative della difesa. La soluzione ragionevole proposta, quale la previsione di un regime transitorio, non è stata presa in considerazione».

Del 13 marzo scorso l’incontro tra l’Ucpi e la ministra della Giustizia Marta Cartabia, in seguito al quale i penalisti hanno «soddisfazione per i significativi contenuti dell’incontro e per il clima di autentica cordialità in cui esso si è svolto». In quell’occasione i penalisti hanno illustrato alla Guardasigilli le ragioni dell’astensione dalle udienze «volta ad ottenere il regime transitorio del deposito cartaceo degli atti, in attesa che si risolvano le criticità dell’entrata a regime del portale telematico» e la ministra della Giustizia – ha riferito l’Ucpi in una nota – ha «manifestato viva attenzione alle ragioni della protesta, riservandosi nei tempi più brevi di valutare possibili interventi volti a risolvere le denunciate criticità». La guardasigilli era intervenuta sul tema della digitalizzazione in un passaggio del suo intervento al Festival della Giustizia dell’11 marzo: «L’utilizzo degli strumenti informatici si è rivelato fondamentale nella pandemia e continuerà a esserlo, per dare un volto nuovo alla giustizia – ha evidenziato –  Contiamo anche di migliorare le disfunzioni che persistono nel portale telematico di deposito degli atti».

Da parte loro i penalisti sottolineano come le carenze strutturali e continui malfunzionamenti – in una fase di digitalizzazione inevitabile – mettano a rischio il diritto di difesa. «Il deposito nel portale non è corredato da idonea certificazione comprovante l’esito positivo delle operazioni – spiegano. Spesso, intervenuto il deposito della nomina, è comunque impossibile accedere al fascicolo». A ciò si aggiunge l’esclusività dello strumento per il deposito degli atti difensivi, nonché l’estensione del suo utilizzo – sempre esclusivo – anche al deposito della querela, degli atti di opposizione alla richiesta di archiviazione e dell’atto di nomina, con l’introduzione di un “atto abilitante” che carica i difensori «di un ulteriore incombente non previsto dalla legge».

 

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