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Ora contro Renzi si muove anche il Csm

Una pratica a tutela dei pm fiorentini dopo le dichiarazioni del senatore Matteo Renzi, che "destano preoccupazione, in quanto con esse vengono attribuiti ai magistrati intenti e finalità diverse e distorte rispetto all'accertamento della verità"
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Una pratica a tutela dei pm fiorentini dopo le dichiarazioni del senatore Matteo Renzi, che “destano preoccupazione, in quanto con esse vengono attribuiti ai magistrati intenti e finalità diverse e distorte rispetto all’accertamento della verità” e che denotano un comportamento ”lesivo del prestigio e dell’indipendente esercizio della giurisdizione tali da determinare un turbamento al regolare svolgimento o alla credibilità della funzione giudiziaria”. A chiederla è un gruppo di consiglieri del Csm. La richiesta è stata depositata oggi al Comitato di presidenza che la vaglierà giovedì prossimo, 12 novembre.

La richiesta è firmata da tutti i consiglieri togati di AreaDg, Giuseppe Cascini, Elisabetta Chinaglia, Alessandra Dal Moro, Mario Suriano e Giovanni Zaccaro, dai togati di A&I Sebastiano Ardita, Giuseppe Marra, Ilaria Pepe, dagli indipendenti Nino Di Matteo e Carmelo Celentano, dal togato di Magistratura indipendente Antonio D’Amato, da quelli Unicost Concetta Grillo e Michele Ciambellini, e dal laico Fulvio Gigliotti, in quota M5S. “Il senatore Matteo Renzi, indagato dalla Procura di Firenze nell’ambito di una indagine per il delitto di finanziamento illecito – si legge nella richiesta – ha reso dichiarazioni alla stampa nelle quali definisce i magistrati della Procura di Firenze come ‘ossessionati’, mossi da ‘ansia di visibilità’, e ai quali ‘la ribalta mediatica piace più del giudizio di merito’. Per questo il gruppo di consiglieri chiede “l’apertura di una pratica a tutela della Autorità giudiziaria di Firenze”.

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