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Il tycoon è all’epilogo ma ha saputo creare un vero zoccolo duro

Gli Usa cambiano
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Sarà dunque con ogni probabilità Joe Biden il nuovo presidente USA con la coda velenosa dei sospetti di brogli elettorali per il voto postale.

Quello che però dovrebbe fare riflettere è il modo molto “italiano” di commentare le elezioni americane con la gran parte degli interventi molto squilibrati soprattutto appena Biden è risalito, perché nelle prime ore la vittoria di Trump sembrava probabile e questo aveva un po’ zittito i suoi avversari.

Commenti spesso faziosi o per lo meno preconcetti di gran parte dei media e delle TV italiane dove – come peraltro prevedibile – Trump è stato sempre dipinto in questi quattro anni in termini di dileggio, con poca voglia di capire seriamente i ragionamenti prettamente “americani” che stavano dietro ad atteggiamenti sicuramente antipatici, ma logici per un presidente comunque anomalo come Trump.

Resta il fatto che i sondaggi erano clamorosamente sbagliati ( e chi può sostenere che non abbiano contribuito volutamente ad influenzare il voto? E’ difficile votare per chi perde..) e che milioni di americani, in numero maggiore del solito, non hanno disertato le urne.

Milioni di persone che hanno fisicamente votato in maggioranza per Trump che è stato capace di mobilitare a suo favore masse enormi di persone nonostante la pandemia e le accuse ( ricordate il Russiagate?) spesso poi risultate infondate o comunque evaporate che lo hanno accompagnato per ogni giorno del suo mandato da chi non aveva mai accettato la sua vittoria del 2016.

Se oggi decine di milioni di americani sospettano la frode, allo stesso modo di allora hanno adesso il diritto – sul fronte contrario – di esprimere il loro dissenso per una conclusione elettorale sicuramente non netta e non limpida.

Il sistema postale americano ha molte falle ( come quello per i voti dei nostri italiani nel mondo) e di fatto nessuno potrà mai accertare – a parte le eventuali frodi organizzate – chi abbia effettivamente votato, perché le schede possono essere cedute ed acquistate o spedite da terzi e, quando diventano così numerose, una percentuale di irregolarità è scontata. Avvocati e giudici diranno la loro, personalmente ho molti dubbi che l’Europa avrà da guadagnarci da questo nuovo presidente, mentre giustamente possono cantare vittoria Pechino e la sinistra di ogni ordine e grado.

Resta un problema di fondo: come mai, nonostante una campagna di stampa asfissiante interna ed internazionale e un candidato come Trump oggetto di ogni tipo di critica, metà America ha ragionato diversamente e lo ha comunque votato? Questo è un punto fondamentale e non approfondirlo denota superficialità.

Trump aveva vinto sorprendendo, ma per quattro anni ha costruito una solida base elettorale non solo tra i ceti bianchi medio- bassi ma anche, per esempio, negli ispanici che non possono soffrire gli afroamericani: il voto della Florida e negli stati del sud ne è stata una evidente conferma. Anche altri stereotipi italiani andrebbero discussi: per esempio la maggioranza degli elettori non ama un sistema di assistenza sanitaria sul tipo dell’ Obamacare che ha fatto aumentare i costi delle assicurazioni e resta molto critico sul fronte dell’immigrazione premiando anche gli atti e i muri di Trump, peraltro preannunciati.

Un altro aspetto è stato il rapporto di Trump con la religione, da lui spesso strumentalizzata, ma che denota una forte spaccatura e contrapposizione anche a livello di Chiesa cattolica americana divisa più che mai.

Biden si dichiara cattolico ( e sarà così il secondo presidente cattolico dopo Kennedy) ma molti cattolici americani sono contrari decisamente alla legislazione abortista democratica e a molte posizioni vaticane.

Con Trump si sono schierati molti ceti medi, imprenditori, professionisti e – come sempre – le campagne e le piccole città profondamente diverse e antitetiche ai centri urbani maggiormente interetnici. Hanno appoggiato Trump, questa volta, anche molti ebrei che però sono numericamente pochi e concentrati in zone ad alta concentrazione democratica e quindi ininfluenti nel voti dei singoli stati. Infine – ma le statistiche si vedranno tra qualche settimana – Biden ha speso molti più soldi di Trump ed ha goduto di un netto vantaggio nel confronto dei media, aspetto che alla fine conta, e lo si è visto.

Ricordiamoci poi che martedì negli USA si votava per una infinità di posti pubblici locali ( dagli sceriffi ai segretari di scuola, dai giudici di pace ai capisquadra dei pompieri) ma anche per rinnovare una parte del Senato e della Camera: sembra che i democratici avranno ancora la maggioranza al Congresso, ma i repubblicani hanno conquistato almeno sei seggi e un governatore: un risultato all’inizio insperato e – se manterranno la loro piccola ma fondamentale maggioranza al Senato – per Biden saranno comunque mesi tempestosi.

 

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