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Ancora abusi su Nasrin Sotoudeh: trasferita nella famigerata prigione di Qarchak

L'attivista per i diritti umani sarebbe dovuta tornare in ospedale, ma è stata trasferita in un carcere dalle terribili condizioni sanitarie
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Nasrin Sotoudeh, l’avvocata iraniana per i diritti umani, è stata trasferita nella prigione di Qarchak, nota per i maltrattamenti sui prigionieri politici. A comunicarlo il marito Reza Khandan, che denuncia l’ennesimo abuso ai danni della moglie. Ieri «le guardie della prigione di Evin hanno chiamato Nasrin e le hanno detto di essere pronta per il trasferimento in ospedale. Invece è stata trasferita direttamente alla prigione di Qarchak! – ha scritto sul proprio profilo Facebook – Tre settimane fa, dopo essere stata ricoverata in ospedale, è stata riportata in prigione prima di completare l’intero trattamento. Secondo gli esperti, avrebbe dovuto essere nuovamente trasferita in ospedale per un esame cardiaco urgente e angiografia, ma invece le autorità di Evin l’hanno trasferita nel carcere di Qarchak, dove le condizioni sanitarie e di detenzione sono anche peggiori del carcere di Evin». Sotoudeh soffre di una serie di problemi di salute cronici.
Accusata di «propaganda sovversiva», l’attivista è stata condannata nel 2018 a 148 frustate e 33 anni e mezzo di carcere, di cui dovrà scontarne almeno 12. Sotoudeh, che assieme al marito è fra i principali attivisti iraniani per i diritti umani, si è sempre detta innocente, dicendo di aver soltanto manifestato pacificamente per i diritti delle donne e contro la pena di morte.
La prigione di Qarchak è una struttura per sole donne in una fabbrica di polli inutilizzata a sud di Teheran, nota per le condizioni antigeniche e il maltrattamento dei prigionieri politici.
Nella stessa prigione si trova anche la ricercatrice dell’Università di Melbourne Kylie Moore-Gilbert, condannata nel 2018 a dieci anni di carcere per presunto spionaggio, un’accusa spesso intentata contro cittadini stranieri e con doppia cittadinanza. L’accademica è stata trasferita in prigione a luglio dopo essere stata detenuta a Evin. Fonti hanno riferito al Guardian che la ricercatrice è rimasta terrorizzata dagli agenti della struttura, con prigionieri regolarmente perquisiti e vulnerabili a focolai di malattie.
Martedì l’associazione globale di scrittori Pen International ha ribadito le richieste per il rilascio di Sotoudeh e per cure mediche urgenti. «Pen International è allarmata dalle notizie secondo cui la salute della scrittrice, avvocato e attivista per i diritti iraniana Nasrin Sotoudeh è peggiorata dopo il suo trasferimento dall’ospedale alla sua cella di prigione – si legge nell’appello -. Chiede ai membri del Pen di ribadire le loro richieste per il suo rilascio immediato e per poter ricevere le cure mediche di cui ha così urgentemente bisogno».

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